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Lavora in Toscana il miglior barista italiano: il suo caffè è il top

Lavora in Toscana il miglior barista italiano: il suo caffè è il top

Francesco Masciullo, della fiorentina Ditta Artigianale, vince il titolo tricolore e ora punta al mondiale di Seul. Ecco il suo segreto

FIRENZE. Venticinquenne, salentino, adottato sei anni fa dalla Toscana dove ha imparato a far scendere nella tazzina miscele e profumi capaci di stregare le giurie più selettive. E chissà se a novembre riuscirà a fare il colpaccio anche ai Mondiali in Corea del Sud. Sì perché Francesco Masciullo, in forze a Ditta Artigianale di Firenze , è il miglior barista d'Italia. Lo hanno deciso al recentissimo Campionato italiano baristi caffetteria svoltosi a Rimini durante il Sigep, il Salone internazionale gelateria, pasticceria, panificazione artigianale e caffè.

Un grande successo che mette in tasca a Masciullo il biglietto per Seul dove se la vedrà con i migliori sessanta al mondo, tra i quali gli agguerritissimi asiatici e anglosassoni. «I concorrenti più temibili sono gli orientali - ci confida il campione italiano - Ossia giapponesi, cinesi ai quali si aggiungono australiani, inglesi, americani, canadesi. Il vincitore della passata edizione era di Taiwan».

Perché? «Studiano di più, si applicano, provano e si preparano con competenza» aggiunge Francesco Sanapo, primo ed ultimo italiano ad arrivare in finale ai Mondiali del 2013. Ed anche perché all'estero è molto diffuso un nuovo approccio alla tazzina, quello di vivere la caffetteria con conoscenza e professionalità, che introduce il cliente alle monorigini, alle varietà botaniche più particolari, a differenti modi di estrazione.

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A diventare il più bravo della classe Francesco Masciullo ci aveva già provato nella scorsa edizione e nella precedente, piazzandosi sempre al terzo posto. Quest'anno la svolta, figlia di intere giornate passate ad esercitarsi in laboratorio, studiando dapprima le miscele più adatte alle tre prove in cui avrebbe dovuto cimentarsi (espresso, cappuccino e cocktail analcolico a base di caffè), quindi a trovare i giusti equilibri e le modalità per presentare il suo lavoro alla giuria. Passione, dedizione e lavoro di squadra sono i suoi segni distintivi. Per il resto c'è tanto studio, l'attaccamento alla Toscana e a Ditta Artigianale, «l'unica realtà che mi permette di lavorare e continuare a fare ricerca - spiega il miglior barista d'Italia - per esprimermi al 100% sia nei confronti del cliente che del mondo delle competizioni».

Pur amando gli etiopi, per la gara Masciullo ha scelto chicchi provenienti da Kenya, Colombia, Costa Rica, accomunati da un triste destino legato al riscaldamento globale. «Un fenomeno che sta influenzando enormemente il mondo del caffè. Abbiamo selezionato tre tipologie di chicchi che devono le loro eccezionali caratteristiche gustative proprio al surriscaldamento della Terra - ha spiegato il barista e non barman, perché il secondo si occupa del mondo dei cocktail - ciascuna delle quali è stata la base di una delle specialità che ho sottoposto ai giurati. Secondo alcuni studi del World Coffee Research, se la Terra dovesse continuare a riscaldarsi a questo ritmo potrebbe diventare impossibile coltivarlo. Partendo da questa idea ho selezionato varietà che proprio a causa del riscaldamento gl. obale hanno sviluppato caratteristiche gustative eccezionali». E sono nati un espresso da applauso di grande corposità dalla Colombia, un cappuccino dagli inusuali sentori di mela e cannella dal Costa Rica, accentuati dalle note burrose di biscotto al caramello del latte Maremma. Infine il drink in cui l'acidità del caffè kenyota viene mitigata e bilanciata da infusi di mirtillo, riduzione di miele d'acacia e di fragole.

Tutto questo racchiuso in 6-7 grammi di polvere di caffè, quanta occorre per augurare il buongiorno.

 

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