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Arrestato un giovane per l'omicidio della donna a Sansepolcro

Katia Dell'Omarino, 40 anni, era stata trovata sul greto del fiume con la testa fracassata il 12 luglio scorso. Al 24enne i carabinieri sono arrivati dopo esami sul Dna di cento persone. La donna è stata uccisa a martellate

AREZZO. Un 24enne di San Giustino Umbro (Perugia), ma che lavora a Arezzo, è stato arrestato dai carabinieri, sospettato di essere l'omicida di Katia Dell'Omarino, la 40enne di Sansepolcro (Arezzo) trovata con la testa fracassata sulle rive del torrente Afra alle porte della città tiberina il 12 luglio scorso. A Peter Polverini, questo il nome del giovane, i carabinieri sono arrivati dopo una lunga indagine basata sui reperti evidenziati durante l'autopsia, in particolare dalle tracce di Dna rilevate sul corpo di Katia con il quale si era appartato la notte del delitto. L'ordinanza di custodia cautelare è stata firmata dal gip Annamaria Loprete.

I militari dell'Arma in questi due mesi hanno svolto accertamenti su oltre 100 persone fino ad identificare quella con il profilo genetico le cui caratteristiche coincidono con quanto recuperato dal corpo della donna uccisa.

Polverini lavorava in un'agenzia di scommesse di Arezzo. Forse potrebbe aver conosciuto la donna proprio in tale ambito anche se, stando a quanto raccolto dai carabinieri ascoltando alcuni testimoni, l'avrebbe frequentata solo saltuariamente. In queste ore il giovane si trova nella caserma dei carabinieri di San Giustino.

"Vi stavo aspettando": così il 24enne ha accolto i Carabinieri che sono andati a prelevarlo stamani, venerdì 16 settembre, a casa. I militari hanno tentato di evitare choc all'anziano padre del giovane. L'arrestato, il giorno dell'omicidio della donna, avrebbe utilizzato proprio l'auto del padre

E' stata ritrovata anche l'arma con cui è stata uccisa Katia Dell'Omarino. E' un martello del kit degli attrezzi che l'uomo arrestato con l'accusa di essere l'omicida, Piter Polverini, aveva in auto quella sera. Il martello è  risultato compatibile con le ferite riscontrate sul corpo della donna: diversi i colpi inferti soprattutto alla testa e al torace.

Lo stesso arrestato, è stato chiarito, ha collaborato al ritrovamento del martello, che era stato gettato in un cespuglio non lontano dalla sua abitazione.

L'arresto del giovane, ha detto il procuratore Rossi, "è il risultato di un complesso lavoro investigativo che ha consentito di ricostruire la giornata del delitto e di individuare l'indagato e i movimenti dell'indagato e della vittima".  Ancora non è chiaro il movente dell'omicidio, maturato nel corso di una lite tra i due che si conoscevano anche per la frequentazione di lei del centro scommesse di Arezzo in cui l'uomo

lavorava.

Le indagini, condotte dal pm Julia Maggiore, sono state portate avanti in parte con metodi tradizionali, in parte con metodo scientifico. Decisivo il dna estratto dalla genetista Isabella Spinetti e dal dottor Marco Di Paolo in occasione dell'autopsia.

 

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