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Rosa di Seggiano nuovo pecorino

ll Caseificio dello splendido borgo lancia linea di prodotti alti di gamma

Si chiama Rosa di Seggiano, un nuovo pecorino, alto di gamma. Lo produce il caseificio di Seggiano, provincia di Grosseto ma con vista sulla splendida val d’Orcia.

Il pecorino è la storia della Maremma, fin dai tempi in cui in Toscana si chiamava solo cacio (diventerà pecorino dopo gli anni Trenta). Il Caseificio di Seggiano nasce quasi un secolo fa, negli anni venti del Novecento. Ma è nel Duemila, per la precisione nel 2001, che avviene la svolta, quando l’azienda – che fattura intorno ai 4 milioni di euro – viene presa in mano da Gabriele Fabbri e Roberto Governi. La produzione migliora. Non solo pecorino tradizionale, ma anche il Fossatello, ovvero un pecorino di grotta sullo stile di quelli prodotti a Savignano sul Rubicone.

Ora si cambia di nuovo. La Rosa di Seggiano è un pecorino di media stagionatura dal netto sentore di nocciola.

Fabbri e Governi vogliono ora saggiare il mercato e capire se la “Rosa” verrà apprezzata. A dare una mano al Caseificio c’è Gabriele Ghirlanda, famoso food manager della Versilia, ma con interessi in tutta Italia.

Ghirlanda è l’artefice del successo di un formaggio tutto particolare, fin dall’etichetta. Parliamo dello Scoppolato di Pedona. Che trovate in tutti i grandi ristoranti della costa toscana.

Ghirlanda seguirà la Rosa. «E voglio farla diventare come il Nero di Pienza, un prodotto di assoluta eccellenza». Anteprima a Seravezza il 16 e 17 aprile per Enolia.

Pochi giorni fa l’assessore regionale Marco Remaschi

segnalava come sia in crescita la produzione, ma soprattutto l’esportazione del pecorino. In particolare quelli che hanno la dop, a partire dall’ultima, quella delle Balze volterrane.

Ora anche Seggiano, splendido borgo con una ristorazione in crescita, ha un formaggio di alta classe.

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