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Io, fisico di Virgo, rinunciai a Stanford per fare il precario a Cascina

Onde gravitazionali, Giovanni Losurdo racconta la sua storia di scienziato: «Rimasi in Italia per partecipare all’esperimento più bello del mondo»

Giovanni Losurdo è un fisico dell'Istituto nazionale di Fisica Nucleare a Firenze e Project Leader di Advanced Virgo. L’11 febbraio, il giorno dell’annuncio della scoperta delle onde gravitazionali, era a Washington, a rappresentare Virgo nella conferenza stampa. Qui racconta la sua storia di scienziato.

di GIOVANNI LOSURDO

«Al momento di scegliere la tesi di laurea, all’università di Pisa, entrai in contatto col laboratorio Infn di Virgo. Cercavo un progetto originale, fuori dal “mainstream”. Virgo era ancora una proposta alla ricerca dei finanziamenti necessari alla sua realizzazione. Ma, alla guida di quel laboratorio, c’era un fisico straordinario: Adalberto Giazotto, il padre di Virgo. Da anni stava pensando di realizzare un grande interferometro per la rivelazione delle onde gravitazionali. Anche in America si stava lavorando ad un progetto simile, Ligo, ma Giazotto aveva un’idea forte: dotare Virgo di un sofisticato sistema di isolamento dalle vibrazioni che ne avrebbe fatto il rivelatore più sensibile al mondo nella regione delle basse frequenze. Adalberto non usava giri di parole: stiamo realizzando l’esperimento più bello del mondo, solo chi ci crede deve starci. Cominciai, come tanti, il tour dell’Italia per i concorsi di ammissione al dottorato. Lo vinsi proprio a Pisa, alla Scuola Normale e questo mi ha permesso di restare nel team di Virgo. Così gli anni di dottorato li ho dedicati a sviluppare il sistema di isolamento degli specchi.

Giovanni Losurdo
Giovanni Losurdo

Verso la fine del dottorato ricevetti da Stanford l’offerta di un contratto per lavorare in California all’esperimento americano Ligo. Ero a un bivio. Una delle più prestigiose università del mondo mi stava offrendo una grande opportunità. Tuttavia rifiutai. A Cascina, stavamo realizzando Virgo, “l’esperimento più bello del mondo”, e io volevo fare qualcosa per il mio Paese. Sentivo che se fossi partito sarebbe stato difficile, forse impossibile, tornare in Italia. E così cominciò la trafila delle borse e degli assegni di ricerca da “mille euro al mese” (in realtà l'euro nemmeno c’era e le prime borse superavano di poco il milione di lire). Nel 2003 vinsi il concorso da ricercatore all’Infn, ma le assunzioni nella pubblica amministrazione erano bloccate. Con altri ricercatori di tutta Italia organizzammo un flash mob: ci facemmo riprendere dai media con i passaporti in mano, pronti a diventare anche noi “cervelli in fuga”. L'impatto fu notevole, intervenne pubblicamente in nostro favore persino l’allora Presidente della Repubblica Ciampi. Dopo pochi mesi la situazione si sbloccò, fummo tutti assunti e io ho potuto continuare a lavorare a Virgo e nell’Infn.

Nel corso degli anni il lavoro mi ha portato a passare dei periodi di studio e ricerca nei più importanti laboratori coinvolti nel settore: Caltech (Pasadena), Mit (Boston), Tokyo, Glasgow, Perth.

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Ho lavorato per diversi anni nel team che ha messo a punto il rivelatore e lo ha fatto funzionare alla sensibilità prevista. Nel frattempo c’erano stati importanti sviluppi tecnologici e sia a Virgo che a Ligo abbiamo preparato i cosiddetti progetti “advanced”, che avrebbero consentito di migliorare la sensibilità dei rivelatori aumentando di 1000 il volume di universo osservato. Alla fine del 2009 il progetto Advanced Virgo è stato approvato: l’esito non era scontato perché il quadro finanziario europeo non era semplice. Ma i nostri enti finanziatori, l’Inf. n in primis, hanno avuto una grande lungimiranza e hanno fatto molto per mettere a disposizione i fondi necessari a realizzare Advanced Virgo.

Fare ricerca in Italia non è semplice ed è triste, persino frustrante, veder partire, per mancanza di alternative, tanti giovani brillanti che qui si sono formati e che qui avrebbero voluto restare. Ma le realtà di eccellenza ci sono. Vanno preservate e rinforzate, messe in condizioni di essere competitive a livello internazionale, anche per la capacità di tenere i più bravi e attrarre talenti dall’estero. In poco tempo l’Istituto nazionale di Fisica Nucleare ha messo la sua firma sotto due scoperte fondamentali: il bosone di Higgs e le onde gravitazionali, dimostrando che in Italia è possibile fare ricerca al massimo livello».

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