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Il giallo di Guerrina e le avventure proibite di padre Gratien

È sparita nel nulla da un paese dell'aretino. In un anno la donna ha inviato 4000 sms al religioso venuto dal Congo e che è accusato della sua scomparsa. Il viceparroco sostiene che la donna fosse innamorata pazza di lui. Nel suo computer trovate foto di suore nude

INVIATO AD AREZZO. In mezzo, purtroppo, c’è una donna scomparsa, svanita nel nulla. Se non ci fosse questo, la tragedia di Guerrina, sarebbe una farsa, o meglio - visto che siamo in Toscana - una novella da Decamerone proibito. A partire dal fratone nero, padre Gratien Alabi, 45 anni, congolese. Dedito alle donne, in tutte le categorie che possono avvicinare un sacerdote: suore, prostitute, parrocchiane. Sembra la trama di «Metti lo diavolo tuo nello mio inferno», un B-movie della serie boccaccesca che di indimenticabile ha solo il titolo. Primi anni Settanta per capirci.

Padre Graziano, lo chiamano così in paese, è pesantemente coinvolto nella scomparsa di Guerrina. Lei di cognome fa Piscaglia, scomparsa nel nulla a 50 anni da Ca’ Raffaello, frazione di Badia Tedalda. Siamo in provincia di Arezzo, Ca’ Raffaello è un’enclave in territorio romagnolo. Il borgo toscano più vicino all’Adriatico, solo 50 km. Guerrina era bella a 20 anni. Oggi che ne ha (o aveva, chissà) 50, pesa 100 chili (per 160 cm di altezza). Disturbi dell’umore dice il medico. Più banalmente: bulimia. Un figlio di 21 anni con problemi di salute, un marito, Mirko Alessandrini, che di anni ne ha 54. E’ cassaintegrato, faccia da comico dell’avanspettacolo. Ha il capello laccato e improbabili maglioni. Purtroppo le sue comparse a «Chi l’ha visto?» suscitano ilarità più che pietà o dolore.

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Non
sappiamo ancora se sia l’ennesimo caso di femminicidio. La storia inizia nella primavera del 2013 quando a Ca’ Raffaello arrivano tre frati dal Congo, via Parigi. Con Faustin e Silvestre c’è padre Graziano è viceparroco e la sua presenza non passa inosservata. La parrocchia si anima, alla messa si canta e si balla. Arriva da una terra, l’Africa, dove tutte le religioni vivono di sincretismo. E’ perfetto per questa terra, adagiata ai piedi dell’Alpe della Luna, è già val Merecchia, il fiume che sfocia a Rimini, amato da Fellini e dal suo sodale e poeta Tonino Guerra. E’ un istrione in una realtà un po’ tristanzuola.

Padre Graziano travolge la famiglia Alessandrini. Ascolta Guerrina che si invaghisce subito dei suoi delicati foulard e gli confida le sue pene di donne. Dà una mano al figlio ad usare il computer. Usa Mirko, il marito, come autista. Alla pochade fra Toscana e Romagna non manca nulla. Una lettera anonima avverte il vescovo di Arezzo che il pretone è fin troppo vispo. Il difensore di padre Gratien, l’avvocato Luca Fanfani, accetta per il suo difeso la definizione di «pittoresco». Certo Don Abbondio e o Don Camillo sono altro. Guerrina si mette a dieta, padre Gratien ne combina di tutti i colori (poi vedremo come), la curia dorme o aspetta. La seconda vittima del caso Guerrina, oltre alla povera donna, è proprio la Chiesa. In Italia non ha più soldati, le parrocchie sono vuote. E allora prende mercenari. Tale sembra essere padre Gratien. Colpevole o meno dell’accusa (che al momento è lieve: favoreggiamento a sequestro di persona o omicidio) sembra che frequenti poco il voto di castità. Guerrina in poco più di un anno gli invia 4000 sms. C’è anche quello, ormai celebre, «Ti preparo il coniglio», che qualcuno ha interpretato come un doppio senso da Bagaglino.

Guerrina Piscaglia, 50 anni, e la...
Guerrina Piscaglia, 50 anni, e la chiesa di Ca' Raffaello (foto Corriere di Arezzo)

Il computer del frate è una miniera. Subito spuntano fuori foto di suore nude dalla cintola in giù, ma il lavoro dei Ris dei carabinieri sull’hard disk è solo all’inizio. L’ultima combinata da Graziano la dice tutta del personaggio. Già indagato e con il divieto di espatrio (la sua comunità lo aveva destinato a Saint Cloud, oltralpe), vive a Perugia dove incontra una mendicante-prostituta rumena di 22 anni che porta a casa, anzi a letto in cambio di un po’ di soldi e qualche ricarica telefonica. Tutto registrato dagli inquirenti che lo tengono sotto controllo. In canonica i soliti Ris non trovano tracce di Guerrina (sangue o altri umori), mentre Luminol e altri aggeggi scoprono il divano intriso di liquido seminale. Nei prossimi giorni la Procura di Arezzo sentirà anche padre Faustin che all’epoca dei fatti era il parroco.

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Ma l’ultima tegola sulla curia arriva da Giuseppina, catechista di Ca’ Raffaello. A «Chi l’ha visto?» dichiara bel bella che quando le arriva il famoso sms di Guerrina («Non prendetevela col prete, io sono fuggita per amore») si rivolge al vicario. Monsignor Gioacchino Dallara, testimonia la donna, le sconsiglia di rivolgersi ai carabinieri. Per il prete sono storie di donne. Purtroppo quel messaggio è fondamentale. Parte 10 giorni dopo la scomparsa di Guerrina e viene inviato da qualcuno che vuol far intendere che la donna è viva. Quel qualcuno potrebbe essere padre Gratien, forse in possesso del cellulare della vittima. Non a caso ogni volta che parte un sms, la cella che aggancia il telefonino di Guerrina prende anche quello di Gratien. Solo un caso? Come l’sms che parte all’indirizzo di un frate che nessuno conosce, se non il congolese. Parte per errore, ma quel numero è sulla rubrica di Gratien subito sopra le cifre di Giuseppina...

Il pubblico ministero Marco Dioni ha in mano, almeno ufficialmente, queste carte. Padre Gratien si è sempre difeso, sostenendo che Guerrina era innamorata pazza di lui. Nient’altro. Tutti qui si difendono, come possono. Anche monsignor Damara sostiene, in un’intervista di venerdì ai quotidiani locali, che le critiche a padre Graziano riguardavano il suo modo di fare catechesi, le sue doti pastorali , qualche ritardo alle funzioni. Altro che sesso. Ma i toni sono melliflui, gli argomenti fragili. Lo scenario sconfortante: Guerrina, Giuseppina, il povero figlio di Guerrina, i fratacchioni in fuga, una chiesa svuotata dentro e incapace di reagire fuori.

Ieri il vescovo, il versiliese Riccardo Fontana, è stato interrogato dal magistrato come persona informata sui fatti.

Ma perché il Primo maggio la donna scompare? Per chi non ha seguito «Chi l’ha visto?», segnaliamo l’ipotesi che la donna - nonostante i 50 - fosse incinta. Saperlo sarà impossibile se non si trova il corpo (pochi la credono ancora viva). Il caso di Guerrina è simile a quello di Roberta Ragusa e delle due donne (madre e figlia) scomparse a Viareggio, ovvero il rischio di un processo senza la vittima. Processo che potrebbe non trovare la verità. Qui troppi raccontano solo mezze verità. Sembra lo scenario di «Maigret e i testimoni reticenti», romanzo di George Simenon, che di banalità del male era un maestro. Padre Gratien lancia mezze verità. Guerrina era invaghita di un ambulante, poi di tale Zi’ Francesco. E’ ormai un Decameron nero (esiste un film con questo titolo) ma non fa ridere e quel nero sta alla tragedia di una comunità, non alla pelle di padre Gratien. A proposito di nero, il giorno della scomparsa Guerrina si era fatta la tinta, era felice. Poi è successo qualcosa.

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