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L'inchiesta - La Toscana delle slot machine: mappa e dati

La regione è tra i principali territori per concentrazione di “macchinette”: Massa-Carrara record nazionale dei mini-casinò. Segnalateci i locali che hanno rinunciato alle slot: andremo a trovarli e racconteremo la loro storia

di Alessio Cimarelli, Raffaele Mastrolonardo e Andrea Nelson Mauro

Toscana terra d'azzardo. La regione è tra i principali territori per concentrazione di "macchinette": Massa è addirittura la capitale italiana dei mini-casinò ma anche a Prato, Lucca e Pisa la diffusione delle slot machine è molto alta e la propensione al gioco addirittura preoccupante.

A conferire alla Toscana questi primati, di cui forse si farebbe a meno volentieri, sono i dati sui locali autorizzati a detenere newslot e videolotteries, dati forniti dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli (Aams) relativi al 2013, che il Tirreno ha ottenuto, elaborato, incrociato con altre statistiche e visualizzato. Il risultato finale è, per la prima volta, il quadro completo della distribuzione delle "macchinette" nella regione, vale a dire una sorta di mappa che mostra la pervasività delle slot sul territorio e dovrebbe far scattare l'allarme sulla loro eccessiva concentrazione in alcune aree.

Il primato di Massa Carrara. Il primo posto dove qualche campanello dovrebbe suonare è, secondo i numeri, la provincia di Massa Carrara. Qui l'offerta di gioco d’azzardo non ha eguali in Italia. Secondo i dati Aams elaborati dal Tirreno, in nessun'altra provincia del Belpaese il rapporto tra i cosiddetti mini-casinò autorizzati e abitanti è così alto: ce ne sono una trentina per una popolazione di circa 200mila abitanti, quindi ogni 10mila residenti ci sono 1,45 “esercizi dedicati”, per usare l’espressione burocratica con cui Aams definisce quei locali con le insegne sgargianti e i vetri oscurati il cui business principale sono, appunto, le slot machine. Nessuno fa meglio (si fa per dire) e, anzi, per dare un’idea della solidità del primato, le altre province italiane seguono a rispettosa distanza: la provincia di Teramo è seconda con "appena" 1,07 mini-casinò per 10mila abitanti, seguita da quella di Sondrio con 1,05.
 

Prato seconda provincia in italia per superfici. Distacchi imponenti, dunque, ma che non rappresentano una performance isolata, perché quando si tratta di azzardo sono varie le realtà toscane che spiccano a livello nazionale. Se, per esempio, dal numero di locali dedicati alle macchinette si passa alla loro superficie, ovvero allo spazio a disposizione dei cittadini per praticare questa forma di intrattenimento, si scopre che la provincia di Prato è seconda in Italia. Con 155,7 metri quadrati di mini-casinò per 10mila abitanti a disposizione dei residenti, si piazza subito alle spalle della provincia di Sondrio (174,3 metri quadrati per 10 mila residenti).

Anche questo non è un exploit estemporaneo visto che anche altre città toscane si distinguono. Nella top 20 di questa classifica entrano oltre alla già citata Massa Carrara (quarta sotto questo aspetto) anche Lucca e Pisa (rispettivamente al 18° e 20°). Solo la Lombardia fa altrettanto.

Una Las Vegas diffusa. Insomma, i numeri parlano chiaro. Alcune aree della Toscana sono quanto di più simile a una Las Vegas diffusa si possa trovare in Italia. Con tutte le conseguenze del caso. Come ha rivelato l'estate scorsa un'inchiesta del mensile Wired, sia la concentrazione di esercizi specializzati in macchinette che la superficie di questi locali per residente sono infatti correlati in misura significativa alla spesa in slot machine degli abitanti. Vale a dire, dove ce ne sono di più è più probabile che si metta mano al portafogli per inseguire la fortuna.

I dati ufficiali permettono di dimostrare la correlazione solo su scala regionale (l'unica per la quale esistono statistiche sulla spesa). È però ragionevole immaginare che la stessa tendenza si verifichi a livello provinciale e comunale. La notizia, se confermata, potrebbe interessare Pisa. Se Massa Carrara svetta tra le province per numero di autorizzazioni di mini-casinò in relazione alla popolazione, la città della Torre vince lo scudetto tra i comuni quando si tratta di superficie dedicata all'azzardo: 252 metri quadrati ogni 10mila abitanti. Nessun centro urbano italiano sopra i 50mila abitanti fa meglio (o peggio, a seconda dei punti di vista).

Toscana quarta. Simili primati non sono svincolati dal contesto, sono semmai la parte più visibile di un fenomeno più vasto che interessa la Toscana. I dati Aams dicono infatti che la nostra è la quarta regione d'Italia sia per numero di mini-casinò che per superficie dedicata all'azzardo per abitante. Una posizione che si è rafforzata nel 2013.

Classifica delle regioni. Se infatti, il numero totale di esercizi autorizzati a installare slot machine è diminuito più che nel resto d'Italia, la crescita dei mini-casinò è stata più imponente che nel resto del Paese. I locali (soprattutto bar e tabaccherie) che hanno chiesto autorizzazione a ospitare macchinette sono stati infatti 6.337 rispetto ai 6.622 dell'anno precedente (4,3% contro il 3,7% dell'Italia). Al contrario le autorizzazioni per i mini-casinò in Toscana sono salite del 27,9% superando abbondantemente la crescita nazionale che si è fermata al 20,4%.

In particolare nel 2013 sono stati autorizzati 229 esercizi dedicati, 50 in più rispetto all’anno precedente. E, come detto, sono questi più che bar e tabaccherie con slot machine a influire sulla propensione alla spesa nel gioco degli abitanti. Ed è in questi che la Toscana si distingue. Solo che c'è davvero poco da esultare.


Testi e dati in collaborazione con Dataninja

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