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Mobilità: in Toscana l’altro capoluogo è Pisa

L’analisi sui flussi di auto tracciati dal Gps: dopo Firenze (e Prato) la città della Torre rappresenta il polo dove confluisce il traffico dei veicoli

Quello che era intuibile adesso è anche dimostrato scientificamente. La Toscana ha, di fatto, un altro capoluogo ed è Pisa. Perché, come segnala l'Atlante della Mobilità redatto dal laboratorio di ricerca su Knowledge discovery e Data mining guidato da Dino Pedreschi e Fosca Giannotti , frutto di una collaborazione tra Cnr di Pisa e università, tutta la Toscana costiera gravita su Pisa, mentre quella centrale fa perno su Firenze, e in particolare l'area metropolitana che si allunga fino a Prato e Pistoia.

Un cuore più grande sulla destra, che dirama le sue vene e le sue arterie fino al margine sinistro. E un altro cuore più piccolo ma anch'esso molto ramificato, che spinge i suoi capillari fino al centro della mappa. Il primo cuore, verde, è Firenze. Il secondo, rosso, è Pisa. Le vene sono le strade e al posto del sangue scorrono le auto. Siamo, insomma, noi toscani che ogni giorno ci spostiamo al lavoro guidando l'auto, al casello autostradale o in coda, su una quattro corsie o su assi viari forse da potenziare.

 

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(La mappa dei flussi della mobilità in Toscana)

È una mappa, quella che presentiamo, che ciascun politico dovrebbe avere sul tavolo prima di prendere decisioni sulla vita dei cittadini amministrati. Quali esse siano: una superstrada da realizzare, un trasporto pubblico da potenziare, un servizio da integrare, un aeroporto da migliorare.

I ricercatori hanno ottenuto dalla Octo Telematics - un'azienda che offre alle assicurazioni un servizio di monitoraggio satellitare - i dati gps che indicano la posizione esatta del 10% delle auto toscane.

VIDEO: DOVE VANNO LE AUTO IN TOSCANA

I dati emersi sono sorprendenti: Pisa, in rapporto alla popolazione, attrae molte più persone rispetto a Firenze. Vi entrano ogni giorno 12mila 400 automobili, contro le poco di più di 34mila del capoluogo toscano, che ha una popolazione quattro volte e mezzo superiore (370mila contro 86mila abitanti). Prato conta più ingressi giornalieri (18.500) ma è inglobata nella grande area metropolitana fiorentina. Al polo opposto Livorno, che pur avendo quasi il doppio degli abitanti di Pisa ha meno della metà degli ingressi giornalieri (5400). Livorno, in splendido e autarchico isolamento, satellite di Pisa attorno alla quale ruotano pure Lucca (6.500 ingressi giornalieri) e Viareggio (8.000) oltre all'hinterland che va da San Giuliano Terme a Cascina e a Pontedera. I flussi delle principali città toscane possono essere visualizzati nel dettaglio sulla mappa dell'Atlante

CONSULTA L'ATLANTE DELLA MOBILITA' TOSCANA

L'integrazione è ancora più spinta al centro della Toscana, dove Firenze calamita 34mila ingressi giornalieri: il 60% dal proprio hinterland, il 5% da Prato e il 2% da Pistoia. Ma le interessenze fra i comuni della piana sono molto fitte, tanto da aver richiesto l'unico grande progetto infrastrutturale dei prossimi anni già licenziato dalla politica: la terza corsia dell'autostrada A11 tra Firenze e Montecatini Terme. "Ma certo, se potenziassimo il trasporto ferroviario metropolitano potremmo raggiungere lo stesso obiettivo, senza terza corsia" suggerisce Massimo Ferrini, esperto in mobilità. "E' impensabile che da Firenze a Lucca, con il treno, si impieghi oltre un'ora" sostiene

il presidente degli industriali pratesi Andrea Cavicchi. Lui l'integrazione l'ha dimostrata coi fatti, proponendo la fusione delle associazioni industriali di Prato, Pistoia e Lucca. Funzioni integrate e territori connessi.

Dati raccolti ed elaborati da Stefano Taglione

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