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salone del libro

“I promessi sposi” in 140 battute

Nell’era di Twitter il progetto di riscrittura ha coinvolto 22 scuole

TORINO. «Tutti codesti giovani assiepati a discorrere di #twitteratura mi inquietano, speriamo non ci prendano gusto, alla lettura». A preoccuparsi del dilagare della “peste della cultura” non poteva che essere un uomo piccolo piccolo come il manzoniano Azzeccagarbugli che ha lanciato il suo allarme su Twitter poco prima di salire sul palco del Salone del Libro di Torino insieme all'Innominato, alla Provvidenza in persona, a Renzo e Lucia, che finalmente si sono scambiati il tanto atteso bacio, e allo stesso Alessandro Manzoni. Non è la trama di una versione post moderna de “I promessi sposi”, ma quanto accaduto ieri al Lingotto dove è stato presentato #TWSposi, il progetto della start up piemontese Twitteratura, che ha coinvolto 22 scuole superiori in tutta Italia (compresa una di San Marcello Pistoiese) impegnate a riscrivere il capolavoro manzoniano in tweet.

Partita due anni fa con la riscrittura de “La luna e i falò” di Cesare Pavese, e con un seguito di 50 persone, l'iniziativa ha visto in questi mesi il coinvolgimento di quasi 4.300 internauti impegnati a riscrivere le disavventure dei personaggi seicenteschi in 140 caratteri alla volta. Il tutto interagendo con i »veri« protagonisti del romanzo, da TW Peste a TW Ale Manzoni, senza

dimenticare TW Fra Cristoforo, che ha ricevuto ben 67 confessioni alle quali ha dovuto dare risposte e assoluzioni. «Con questa esperienza - spiega Pierluigi Vaccaneo, uno dei fondatori di Twitteratura - abbiamo capito l'utilità dei social network nel fare cultura e diffondere il sapere».

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