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Mister Ignis? Un vero signore La sua vita è stata un bel film

Una serie tv da lunedì su Rai1 racconta la storia dell’industriale Giovanni Borghi Sandro Mazzinghi (interpretato da Filippo Valle) lo ricorda come mecenate

. E' in arrivo _ Rai1, lunedì e martedì _ la fiction su Giovanni Borghi, che l'Italia conobbe come "Mr Ignis", il re degli elettrodomestici, uno degli imprenditori più lungimiranti negli anni '50, ma soprattutto '60, quelli del boom economico. Un uomo che rilanciò l'economia, ma anche lo sport, con sponsorizzazioni d'oro per ciclismo, basket, calcio e anche pugilato, la sua disciplina preferita. Due i pugili che amò: Duilio Loi e Sandro Mazzinghi, il ciclone di Pontedera, dopo che aveva già sponsorizzato suo fratello Guido. E nella fiction, prodotta da Renzo Martinelli, per la regia di Luciano Manuzzi, e dove Borghi e sua moglie vengono rappresentati da Lorenzo Flaherty e Anna Valle, con Massimo Dapporto nel ruolo del padre di Giovanni, vedremo anche scene dei combattimenti di Guido e Sandro Mazzinghi portati sullo schermo rispettivamente da Vincenzo Cantatore, ex pugile, e l'astro nascente Filippo Valle, che tra l'altro somiglia tantissimo al Mazzinghi che il 7 settembre del 1963, a Milano, diventò campione del mondo dei welter pesanti battendo Ralph Dupas.

«A Filippo Valle _ ci racconta l'ex campione _ io e la mia famiglia abbiamo fatto i complimenti, sia perché è bravissimo a interpretare il ruolo, sia perché si è talmente immedesimato nella mia personalità che davvero in lui mi rivedo tanto».

Ma a Sandro Mazzinghi _ che tra l'altro lunedì 12 è stato inviato dal figlio di Borghi, Guido, alla Ignis-Whirpool di Varese dove sarà premiato per i venti anni trascorsi con la sponsorizzazione Ignis, ma soprattutto come maggior rappresentante sportivo per aver portato, dando lustro, l'azienda in giro per il mondo _ preme soprattutto ricordare la figura del "Cumenda".

«Io _ spiega Sandro _ ho avuto accanto a me tre persone importantissime senza le quali non avrei mai raggiunto i risultati che sono stato capace di raggiungere. Uno è il mio istruttore Alfiero Conti, l'altro mio fratello Guido e il terzo, ma non ultimo in ordine di importanza, Giovanni Borghi. Borghi era un mecenate dello sport ma anche un uomo dal cuore d'oro, che mi voleva bene quasi come a un figlio, perché gli piaceva la mia generosità sul ring».

«Ne racconto una _ prosegue Mazzinghi _. Quando conquistai il mio primo titolo mondiale il Commendatore venne nello spogliatoio a complimentarsi. Ricordo il suo abbraccio forte, le sue parole, le sue grida di contentezza. Poi chiamò il suo segretario che gli porse una valigetta. «Ciapa chi", disse, "te lo sei meritato, vai a casa e compra quell'appartamento che desideravi per tua madre». E aggiunge: «Ma Giovanni Borghi si è sempre comportato con affetto

anche nei confronti di mio fratello Guido che mise sotto contratto prima di me. Ecco, ho voluto portare la mia testimonianza sull'uomo Borghi: un signore come lui sarà difficile da ritrovare, dico sempre che non avrà repliche perché hanno buttato via lo stampino…».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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