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Antonello, 34 anni pastore e formaggiaio

Originario della Sardegna, nel suo podere vicino a Lajatico alleva 500 pecore e una trentina di capre

LAJATICO. Si può fare resistenza in tanti modi. Resistenza contro il consumismo, le multinazionali, la grande distribuzione.
Per Antonello Sanna, 34 anni, si può fare resistenza anche portando i propri pecorini nei mercati a km zero di Coldiretti. Ieri a Firenze, in piazza della Repubblica, ma nel corso della settimana viaggia nel Valdarno, da Pontedera a Vicopisano.
Porta con sé un ottimo pecorino a caglio vegetale, grandi forme di pecorino stagionato (11 mesi) e poi forme stagionate in cenere e l’immancabile ricotta. Tutti di ottima qualità
Col cliente Antonello Sanna scherza, ma la storia sua e della sua famiglia rivela, passo dopo passo cosa sia vivere della terra. Al di là delle immagini da Mulino Bianco (e forse anche da Eatatly, con tutti i meriti che ha).
Lui sta a Lajatico, provincia di Pisa, con la casa fra i cipressi con le sue 500 pecore e una trentina di capre (più 6 maiali allevati in casa anche per riciclare il siero). Non è lontano da dove Andrea Bocelli, in questo caso vero enfant du pays, produce il suo vino.
«La cantina del cantante è alla Sterza – ricorda Sanna – noi siamo più sopra. Comunque abbiamo alcuni terreni affittati dalla sua famiglia».
Sanna è cognome sardo, ricorda quella sorta di esodo che nella anni Sessanta portò i pastori sardi a ripopolare di pecore le Balze volterrane. Tempi difficili, strani, con la terribile scia di sangue e lutti che portarono i pastori-rapitori.
«In realtà mio padre – ricorda Antonello – nel 1969 emigrò, andando prima in Svizzera e poi in Germania. Solo nel 1994 è tornato qui in Italia».
Quando parte l’attività fanno i pastori e vendono il latte, non fanno trasformazione. Fino a quando si accorgono che vendere il latte a chi trasforma non è più remunerativo. E’ una storia vecchia, sempre nuova purtroppo, quella del prezzo del latte, sollevato più volte dalla associazioni di categoria. C’è chi il latte lo importa a prezzi stracciati. Un doppio delitto alla qualità del Made in Italy e alla vita della pastorizia toscana.
Ad un certo punto al podere si dice basta. «Continuiamo a vendere il latte, ma abbiamo anche deciso di fare il formaggio da noi».
Antonello conosce tecniche e regole della stagionatura. «Ma non è così facile come sembra. Perché è necessario alimentare il ciclo della produzione vendendo i prodotti e ripartendo con produzione e stagionatura».
Insomma le «macchine» non possono stare ferme. Altrimenti si rischia di perdere tempo e naturalmente denaro.
Dal podere Florida si vedono le colline pisane, Volterra è a soli 20 chilometri (facile da raggiungere al di là dei problemi ultimi di frane). Ma i Sanna non si immaginano un futuro da gestori di agriturismo o qualcosa di diverso.
Oggi sono pastori e formaggiai. Così vogliono restare. E così fanno resistenza.
«Facciamo anche vendita diretta in azienda – spiega Antonello – ma la nostra forza restano questi mercati. Ci permettono

di portare avanti la produzione».
In questo momento non hanno bisogno di altro, ma ricordano ancora che la loro attività è resistenza umana.

Azienda agricola Sanna
podere Florida, Lajatico
Tel. 0587 643323 oppure
349 8403145

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