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mostra a new york

Non solo la Torre Pisa è una città di grandi emozioni

NEW YORK. In “Emotions from Pisa”, raccolta di scatti dell’architetto pisano Stefano Pasqualetti, classe 1985, le fotografie- in mostra nella Grande Mela presso la Casa Italiana Zerilli-Marmò,...

NEW YORK. In “Emotions from Pisa”, raccolta di scatti dell’architetto pisano Stefano Pasqualetti, classe 1985, le fotografie- in mostra nella Grande Mela presso la Casa Italiana Zerilli-Marmò, Dipartimento di Italianistica della New York University- raccontano agli occhi di un meravigliato pubblico statunitense, una storia tutta pisana, dove tempo, luci e geometrie si fondono in un connubio indissolubile. Sin dalla sua fondazione avvenuta nel 1990, la Casa, piccolo gioiello architettonico nel cuore del Village newyorkese, si fa promotrice della cultura italiana fuori dai nostri confini nazionali. Scopo e missione è diffondere la cultura italiana quale parte integrante della cultura mondiale, quale tassello fondamentale della narrativa storica, musicale, letteraria del mondo contemporaneo.

Ed è dal rapporto tra fotografia e narrativa che l'osservatore viene colpito da subito. Ogni foto è corredata da data ed ora del giorno in cui è stata scattata, proprio per permettere allo spettatore attento di cogliere l'intimo legame tra i volumi architettonici e le luci ed ombre proiettate dallo scorrere del tempo sui palazzi. In maniera decisamente originale, però, è stato scelto di non precisare l'anno in cui ciascuna fotografia è stata scattata. La motivazione è chiara: rappresentare Pisa come una vera e propria città eterna, estranea allo scorrere del tempo perché, come sottolinea l'autore, ogni foto di un antico palazzo dei Lungarni, di un monumento di Piazza dei Miracoli, di uno scorcio di Piazza delle Vettovaglie, potrebbe essere stata scattata nel ventunesimo come nel quindicesimo secolo.

«La storia è quella di una Pisa che pulsa di vita anche e soprattutto a prescindere dalla Torre Pendente». A Pisa c'è ben altro, ed è interessante e vivo e ricco di storie (e storia) quanto e più della torre pendente. Una di queste storie è proprio quella del giovane architetto autore degli scatti, pisano figlio d'arte (il padre è architetto, il fratello direttore d'orchestra a Londra)

scappato a Ferrara per completare gli studi e poi tornato a Pisa solo per una breve parentesi alla Scuola Normale: oggi vive a New York. La sua pare una storia come tante di un eccellente "italiano in fuga", eppure il legame tangibile che continua ad unirlo alla sua Pisa è profondo e sentito.

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