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Un amore di cipolla

Tamara, di Grosseto, trapiantata a Roma. Un grande amore: la cucina. Un blog, www.unpezzodellamiamaremma.com . In Toscana, c'è un paese, Certaldo che nel suo stemma ha una bellissima cipolla rossa su campo bianco con il motto: "Per natura sono forte e dolce ancora e piaccio a chi sta e a chi lavora". Questo è l'amore di una regione per la nobile e versatile cipolla. Ce ne sono di tutti i tipi, di tutti i colori, forme e sapori. Piccanti, dolci, croccanti, precoci, resistenti agli attacchi dei funghi, cultivar adatte al clima montano. Ed ecco la vernina e la statina di Certaldo, quella di Treschietto prodotta in inverno e senza pesticidi, la savonese del Valdarno (rossa e croccante), la lucchese, quella di Bassone talmente dolce da mangiare in pinzimonio, poi la cipolla di Tercetoli e quella di Massa. Sono tante, tutte molto buone, ciascuna con una sua peculiarità. Ricche di vitamine e sali minerali, dalle proprietà diuretiche, sono inoltre impiegate come principio attivo nelle creme cicatrizzanti, contengono numerosi flavonoidi che sembrano avere proprietà antiinfiammatorie. Questi doni della mia amata toscana si traducono in splendide zuppe, minestre, frittate, torte rustiche. La "cipollata" con una cultivar prodotta nel territorio tra San Casciano e Scandicci, è una profumata e saporita zuppetta accompagnata da fette di pane toscano abbrustolito. Andiamo poi alla più famosa "acqua cotta" con le cipolle chiare, per arrivare alla "carabaccia" poco nota, ma se la chiamiamo soupe à l'oignon

la conosco tutti.

I Francesi devono a Caterina de' Medici questa buonissima zuppa di cipolle, cucinata per lei dal cuoco personale portatosi da Firenze alla corte del marito, il re Enrico II. Grazie a Caterina, infatti, molte ricette fiorentine sono diventate famose Oltralpe.

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