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Treni: i Frecciabianca non toccheranno più Livorno

Decisione choc di Trenitalia: stop all’alta velocità sulla dorsale tirrenica. Per andare a Roma passaggio obbligato da Firenze

LIVORNO Livorno travolta dalla morsa dei tagli ferroviari: tra tre mesi addio pendolini. Con il nuovo cambio d'orario introdotto da Trenitalia a giugno, infatti, spariranno di colpo sei Frecciabianca finora in transito su Livorno lungo la tratta Tirrenica (Roma-Genova), e che saranno di colpo deviati su Firenze. In questo modo Trenitalia spazzerà via tutti i collegamenti "veloci" tra la città e Pisa, Roma o Grosseto, smantellando completamente la rotta veloce lungo la costa, e lasciando a piedi i tanti pendolari (centinaia di studenti o lavoratori) diretti a nord o sud per motivi di studio o lavoro. Un colpo durissimo, per i viaggiatori. I sei pendolini (costruiti con materiale Etr 460) erano stati introdotti da Trenitalia a Livorno a dicembre 2011. Una piccola grande rivoluzione, sognata a lungo dai pendolari, ma destinata a vita effimera.
aI convogli in questione - gli unici in grado di raggiungere Grosseto in soli 50 minuti - non sono durati neppure un anno e mezzo. E il motivo è che, per quanto superveloci, non sarebbero "economici" (scarso riscontro in termini di biglietti), stando alle parole dell'amministratore delegato di Trenitalia Vincenzo Soprano, che ieri - parlando con l'assessore regionale ai trasporti Vincenzo Ceccarelli - gli ha confermato i tagli. A darne notizia è stata la consigliera regionale Lucia Matergi. Da giugno, in buona sostanza, la mappa ferroviaria vede sparire da Livorno centrale i tre Frecciabianca diretti da Roma a Genova e che passavano alle 9,15, alle 15,45 e alle 20,47; e altri tre che percorrevano la rotta contraria, Genova-Roma, dunque in transito a Livorno alle 7,44, alle 14,04 e alle 21,04. I sei pendolini "dirotteranno" tutti all'interno, verso Firenze, per saltare a pie' pari le stazioni di Livorno, Grosseto e Civitavecchia e raggiungere, da Firenze, direttamente Roma. Un colpo durissimo per i tanti livornesi abituati a spostarsi per motivi di studio o lavoro in Maremma ma soprattutto nella capitale; ma anche per i molti maremmani diretti a Livorno o Pisa, che saranno penalizzati - per esempio - dal taglio del 9762.

Un treno a servizio di chi (la mattina presto) doveva raggiungere Genova. In Toscana la tensione è alta e i pendolari sono sul piede di guerra. Specie a Grosseto esiste un Comitato pendolari molto attivo, che oggi (mal comune…) è disposto a diventare un punto di riferimento anche per i viaggiatori livornesi (è contattabile sul sito www.pendolarigrosseto.it). «Il pendolino 9762 - spiega il Comitato - è fondamentale per gli spostamenti lavorativi di personale di enti pubblici e privati (Finmeccanica, Marina, ministero della Difesa, accademia navale, università di Pisa e Ministero della Giustizia). Con la decisione di Trenitalia di deviarlo su Firenze e la cancellazione delle fermate di Civitavecchia, Grosseto e Livorno ci viene negata la possibilità di giungere in tempo la propria sede di lavoro, non essendovi altri treni, sia del servizio base sia del servizio regionale, che possano collegare direttamente Civitavecchia, Grosseto, Livorno, Pisa, La Spezia nella fascia oraria 7- 9, che la più utilizzata e frequentata per gli spostamenti lavorativi. Tutto questo è inaccettabile e deve essere difeso non solo dai pendolari che viaggiano per esigenze di lavoro, ma dall'intero

territorio e dai territori di Livorno, Grosseto e Civitavecchia, che avranno pesanti ripercussioni sociali». I pendolari promettono battaglia, e chiedono un incontro urgente all'assessore regionale Ceccarelli, affinché trovi soluzioni alternative magari potenziando i regionali veloci.

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