Il Papa benedica le donne prete e i matrimoni gay

Pedro Almodovar presenta il suo ultimo film poi parla della Chiesa e della Spagna di oggi

    ROMA. Per Pedro Almodovar, che ha studiato dai preti (nel collegio salesiano di Caceres), rimanendone segnato (vedi uno dei suoi film più belli, “La mala educacion”), l’elezione appena venerdì di papa Francesco I è occasione irripetibile da non lasciarsi sfuggire.

    «Il nuovo Papa - ha detto il regista che ieri a Roma ha presentato la nuova commedia “Gli amanti passeggeri”, 300 copie distribuite dalla Warner nelle sale da giovedì 21 marzo - ha un passato, come ce lo abbiamo tutti. La stampa spagnola e immagino quella italiana ne sono già alla ricerca. In ogni caso credo, e questa non è una buona notizia, che sia un Papa nel segno della continuità. La grande sfida per la Chiesa, in questo momento, è diventare specchio del mondo contemporaneo, mentre finora ne è stata lontana».

    Il regista si fa “audace”. «Dunque sono così audace da dare consigli a Francesco: la Chiesa - aggiunge Almodovar - elevi la donna alla stessa categoria degli uomini, dando parità con l’accesso alla confessione e alla consacrazione e poi dia scacco matto al celibato, scomparirebbero così le infamie degli abusi sessuali, e in una completa normalizzazione dia ai preti accesso al matrimonio in tutte le sue combinazioni che poi alla fin fin sono tre: uomo-donna, donna-donna, uomo-uomo». Provocatorio ma fino ad un certo punto, il trasgressivo Pedro Almodovar aggiunge anche di voler dare opportunità al Papa di «lasciargli fare qualcosa prima di criticarlo, altrimenti da regista potrei dare giudizi basandomi sull’unica apparizione di venerdì sera alla finestra, esprimendomi sulla sua recitazione, se ha mostrato tenerezza o lascivia».

    Gli amanti passeggeri. Non è stato solo il Papa l’argomento dell’incontro a Roma di Almodovar. “Gli amanti passeggeri”, che in patria è stato record d’uscita per il regista spagnolo, racconta di un viaggio aereo particolare: con un carrello in avaria, votati all’atterraggio di emergenza, piloti, steward e passeggeri, molti omosessuali, qualche bisesessuale, una maitresse specializzata in bondage, una vergine in cerca di sesso, rari (incerti) eterosessuali, mettono in scena vite, problemi, ultimi desideri.

    Noi spagnoli e Beppe Grillo. «Il film è una metafora abbastanza chiara della Spagna di oggi, un viaggio senza destinazione. La realtà - dice il regista - è ancora più incerta: non si sa chi ci guiderà e se atterreremo. Non abbiamo ancora un Beppe Grillo, ma se si votasse domani il risultato sarebbe simile a quello italiano: fine del bipartitismo e grande ingovernabilità».

    Per Almodovar, «la Spagna è nella situazione peggiore dall’inizio della democrazia». E questa convinzione è tra le motivazioni che lo hanno spinto a tornare ad una commedia: «un film tributo agli anni Ottanta, alla Spagna del boom e alla nascita della democrazia. Spero di aver evocato quei toni, che erano dentro le mie prime commedie. Non sono nostalgico, ma quell’esplosione di democrazia ci manca».

    La commedia e gli attori di un tempo. Non a caso all’inizio del film, per una scena, Almodovar ha voluto due dei suoi attor giovani di quegli anni: Penelope Cruz e Antonio Banderas, oggi star mondiali. “Gli amanti passeggeri”, con Javier Camara, Cecilia Roth,Blanca Suarez, Antonio De La Torre, Hugo Silva, per ora resterà senza seguiti. «Non ho deciso il mio nuovo progetto, ma non sarà una commedia» ha concluso il regista.

    15 marzo 2013

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