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Botte tra ragazzine sulle Mura di Grosseto
i maschi le incitano e mettono i video online

Su Youtube compaiono e poi vengono rimosse le immagini di un’aggressione a una ragazza, “la negra”, che viene insultata e schiaffeggiata da alcune coetanee, mentre una folla di ragazzini assiste divertita e incita alla violenza. Aperta un'indagine



«E la negra ce le busca!». La negra, la «zoccola», è un’adolescente in felpa grigia, fuseaux neri, scarpe da tennis. In mezzo al branco che la assale, sulle Mura di Grosseto, di giorno, nel centro storico, spiccano la sua gamba affusolata che tira un calcio di difesa e i capelli lunghi, facili da tirare. Intorno urlano tutti. Quelli che picchiano e quelli che incitano a picchiare. Ma una voce si distingue: «Levati, devo filmare. Questo va su Youtube». E sul sito del Tirreno, che lo ha intercettato, lo vedono migliaia di lettori che commentano indignati e anche il ministro Andrea Riccardi definisce il contenuto «di estrema gravità».

Il video viene caricato proprio su Youtube il 17 febbraio da un utente - presumibilmente un ragazzo di 15 anni - che posta anche un altro filmato (da ieri sera, 19 febbraio, entrambi sono stati rimossi dopo centinaia di visualizzazioni). Mostrano un assalto di gruppo a una ragazza di colore che viene insultata e presa a schiaffi. Quando, poi, la ragazza riesce a sottrarsi alla furia del gruppo, uno si domanda: «Dov’è la negra?». Pare dispiaciuto che l’aggressione sia finita. Ma qualcuno, con tono di trionfo già commenta: «La negra se ne va!».

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Il secondo filmato è meno dettagliato del primo, ma non meno preoccupante. Di nuovo botte, anche se non si capisce bene chi le prenda e chi le dia. Protagoniste della rissa sono sempre ragazze, lo scenario sono ancora le  Mura. Anche in questo caso una folla di ragazzi assiste all’assalto, divertita. A quanto risulta, nessuna denuncia è stata presentata, ma la polizia ha acquisito le immagini nella nostra redazione e ha avviato un'indagine.

Il ministro per la Cooperazione e l'Integrazione Andrea Riccardi ritiene «di estrema gravità» la vicenda. «È un caso che - afferma il ministro - non può essere derubricato come una semplice ragazzata. Per questo ho dato mandato all'Unar (l'ufficio antirazzismo di Palazzo Chigi) di fare piena luce sulla vicenda. Alla ragazza aggredita e alla sua famiglia va la solidarietà e la vicinanza di tutto il governo. Ho avuto contatti con le autorità di polizia di Grosseto: mi hanno riferito che sono sconcertati, perchè è la prima volta che succede una cosa di questo tipo. Occorre fare - aggiunge Riccardi - una riflessione più generale sulla condizione dei nostri giovani: il bullismo, in questo caso a sfondo razzista, amplifica le sofferenze e le umiliazioni inflitte alla vittima con l'esposizione alla gogna di internet. Istituzioni, mondo della scuola e della società civile sono chiamate a un'azione preventiva ed educativa più accorta».

«Non possiamo permetterci di sottovalutare azioni come quella avvenuta a Grosseto ai danni di una ragazza minore di colore da parte di suoi coetanei che, come testimoniano le immagini poi caricate sulla rete presumibilmente dagli autori, l'hanno aggredita fisicamente e insultata»: lo afferma Raffaela Milano, direttore dei programmi Italia-Europa di Save the Children. «Al di là della dinamica dei fatti, questo gravissimo
episodio di discriminazione e bullismo - rileva Milano - testimonia come, in un Paese in cui c'è quasi un milione di minori di origine straniera la metà dei quali è nata qui, l'integrazione sia ancora un obiettivo lontano da raggiungere e ci si debba impegnare tutti a costruire una cultura diversa a partire proprio dai ragazzi più giovani».

Secondo una recente indagine condotta da Ipsos per conto di Save the Children 4 minori su 10 sono testimoni, viene sottolineato, di atti di bullismo online verso coetanei, percepiti 'diversi' per aspetto fisico (67%), orientamento sessuale (56%) o perchè stranieri (43%).
 

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