Menu

Costa Concordia, Schettino in aula per l’incidente probatorio

Si è concluso al Teatro Moderno di Grosseto il primo giorno di udienze dell'incidente probatorio sulla scatola nera della Costa Concordia. Stretta

di mano tra il comandante e un naufrago. Il legale di Schettino coinvolge anche il timoniere, ma il gip Valeria Montesarchio respinge

 

È arrivato con circa venti minuti di anticipo, passando da un ingresso secondario, al Teatro Moderno di Grosseto il comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino, per partecipare all'udienza per l'incidente probatorio sulla scatola nera della nave naufragata il 13 gennaio davanti all'isola del Giglio. Il gip Montesarchio ha preso posto al centro del palcoscenico intorno alle 10:30 dando inizio all'udienza e quindi all'appello dei presenti. Oltre al comandante Francesco Schettino, presenti in aula anche altri indagati: il suo vice Ciro Ambrosio, l'ufficiale Salvatore Ursino e il responsabile dell'Unità di crisi della flotta di Costa Crociere, Roberto Ferrarini. Tutti sono assistiti dai loro legali e consulenti.

Stretta di mano tra Schettino e un naufrago. Dopo 9 mesi il comandante Francesco Schettino ha incontrato uno dei naufraghi Costa Concordia. Tra i due c'è stata una stretta di mano poco prima dell'inizio dell'udienza. «Speriamo che la verità sia accertata presto», ha detto il naufrago sopravvissuto al comandante della Costa Concordia. «Sì, la verità deve essere appurata», ha risposto Schettino ai presenti.

Schettino coinvolge il timoniere ma il gip respinge. L'udienza è stata sospesa per oltre un'ora per una eccezione dei difensori di Francesco Schettino. L'ex comandante infatti, ha chiesto tramite il suo legale, Bruno Leporatti, che nelle perizie si prenda in considerazione la posizione del timoniere indonesiano che eseguiva gli ordini di Schettino. Poco prima di urtare contro gli scogli si sente dall'audio della scatola nera il timoniere «non esegue prontamente quanto ordinato dal comandante ma sbaglia la direzione di accostata, cioè quando il comandante decide di passare da barra al centro, fino a 20 gradi barra a sinistra, il timoniere va a dritta arrivando fino a circa 20 gradi, come se avesse inteso dritta al posto di sinistra, per poi riportare la barra a sinistra, con un ritardo significativo». Il gip Montesarchio ha respinto tutte le eccezioni avanzate dai legali delle parti, comprese quelle dell'avvocato Leporatti. La Procura ha depositato anche nuove trascrizioni della notte dell'incidente.

Leporatti all'attacco. Per il difensore del comandante Schettino,«la problematica dell’errore compiuto dal timoniere della nave nell’esecuzione degli ordini emanati dallo Schettino per evitare lo scoglio de Le Scole è tutt’altro che risolta in senso negativo per il Comandante come da taluni affermato». «I periti sostengono, infatti - afferma Leporatti in una nota - che tale errore e le dinamiche da esso scaturite hanno ’sicuramente aggravato una situazione già di per sè critica e possono aver concorso al verificarsi della collisione avvenuta subito dopò, in tal modo ponendo addirittura il problema se l’urto si sarebbe in effetti verificato ove la manovra ordinata dal Comandante fosse stata correttamente eseguita». «Per parte sua il gip Montesarchio non ha affatto ’chiusò la vicenda - prosegue - giacchè, pur respingendo "allo stato" la richiesta del difensore, ha scritto testualmente nella sua ordinanza emessa nella tarda mattina odierna, che "laddove nel corso dell’esposizione o dei chiarimenti richiesti dalle parti dovesse sorgere l’esigenza prevista dalla normativa, che atterrebbe alla responsabilità del soggetto in questione, potrà darsi corso agli incombenti previsti dalla legge", e cioè all’estensione dell’incidente probatorio al timoniere della nave al momento del sinistro».

FOTO Concordia, l'arrivo di Schettino al Teatro Moderno

Codacons, integrare la perizia della scatola nera.  L'avvocato Giuseppe Ursini, legale rappresentante pro-tempore del Codacons ha ravvisato nella perizia «carenze estremamente gravi ed inaccettabili: ovvero la mancanza di qualsivoglia indagine e risposta in ordine alle ragioni che hanno causato la morte di 32 persone e alla possibilità che ciò si potesse evitare, la mancata acquisizione, nonostante le ripetute istanze presentate dai consulenti di parte e ripetutamente ignorate dalla Procura e dal collegio peritale, dei tabulati relativi al traffico telematico in ingresso e in uscita dalla nave, dall'unità di crisi e dalla centrale operativa di Costa Crociere nonchè dalle ditte incaricate». L'avvocato chiede spiegazioni della «mancata verifica del generatore diesel d'emergenza, la mancata sottovalutazione dei dati emersi con riferimento alle porte stagne e la mancata effettuazione di verifiche con sistemi di simulazione adeguati per accertare se la dinamica degli sbandamenti registrati dalla nave sia compatibile con il corretto funzionamento degli impianti». «Lacune - conclude il Codacons - che se dovessero permanere, condurrebbero al mancato pieno accertamento della verità e della mancata verifica delle responsabilità della compagnia di navigazione. Abbandoneremo il processo se la giustizia continuerà con questo diniego».

Avvocato naufraghi: "La Compagnia ha delle responsabilità"
«Abbiamo querelato la Compagnia Costa ma, ad oggi, la Procura di Grosseto non ha ancora iscritto nel registro degli indagati la Compagnia. Sarebbe stata un'operazione dovuta ma ancora non abbiamo visto niente». Lo ha detto l'avvocato Michelina

Soriano, legale di 7 naufraghi di Bologna rimasti feriti durante il naufragio della Costa Concordia all'Isola del Giglio. «I miei assistiti non hanno accettato il risarcimento - ha proseguito il legale -. Ho avanzato una richiesta diversa ma Costa Crociere ancora non ha nemmeno risposto».

I COMMENTI DEI LETTORI


Lascia un commento

TrovaRistorante

a Livorno Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro