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Marx da riscoprire fuori dalle passioni dello scontro politico

Marcello Musto, giovane ma già importante studioso rilegge con occhio distaccato l’analisi critica marxista

di ALFONSO M. IACONO

Lo spettro di Marx torna ad aggirarsi per il mondo. In Cina come in America Latina, in Giappone come negli Stati Uniti i suoi scritti sono tornati all'attenzione degli studiosi e tutto lascia prevedere che l'interesse aumenterà.

Del resto l'incessante procedere di una crisi come quella che stiamo attraversando sta facendo piazza pulita di quella sorta di gigantesco autoinganno in cui è caduto l'Occidente a partire dagli anni '80, quando la divaricazione tra ricchi e poveri cominciò ad allargarsi fino all'inverosimile anche in seno ai paesi ricchi e prese inizio quella speculazione finanziaria e bancaria che ci ha portato al drammatico stato attuale.

Le questioni delle crisi cicliche del capitalismo, il feticismo della merce, l'alienazione, lo sfruttamento sono all'ordine del giorno e richiamano l'analisi critica di Marx, pur iscrivendosi oggi in un contesto dove la crisi della politica si mostra come una patologia delle democrazie occidentali.

Marcello Musto, un giovane studioso italiano, docente all'Università di Toronto (Canada), ha pubblicato un libro dal titolo Ripensare Marx e i marxismi (Carocci, Roma 2011, pp. 373, € 33).

Esso raccoglie studi e saggi che ripercorrono la storia biografica, intellettuale e politica di Karl Marx nonché le alterne fortune di alcuni dei suoi scritti più importanti e significativi. Nato a Treviri, rabbino mancato, educato, grazie al padre, in un ambiente di idee illuministe, va a studiare prima a Bonn poi a Berlino.

Durante le vacanze estive al ritorno da Bonn conobbe Jenny von Westphalen, destinata a diventare la donna della sua vita. Jenny era una ragazza bella e socialmente in vista. Temendo opposizioni, si fidanzarono segretamente.

All'Università di Berlino, Marx non si limitò a frequentare le lezioni accademiche. «Rinchiusosi fin dall'arrivo in città – scrive Marcello Musto – nella stanza da studio, egli avviò, con un impegno prodigioso, ricerche indipendenti che gli permisero di impadronirsi, in poco tempo, di molte più cognizioni di quante non avrebbe probabilmente potuto assimilare se avesse seguito i soli corsi accademici».

Certo, era un'università dove non si rimbecillivano gli studenti con sciocchezze del tipo full immersion e simili. Comunque sia, gli interessi filosofici cominciarono a imporsi sempre più sugli studi di diritto, ma a causa dei mutamenti politici e culturali che gli sbarravano la strada dell'insegnamento universitario, «dopo avere svolto, durante gli anni dell'università, intensissime ricerche giuridiche, storiche, letterarie e filosofiche, in seguito all'abbandono della strada, tracciata dal padre, per diventare avvocato e impossibilitato, al conseguimento della laurea, a intraprendere la carriera accademica, Marx decise di dedicarsi al giornalismo».

Svolse l'attività di giornalista, scrivendo soprattutto sulle vicende europee nel New York Daily Tribune, per tutto l'arco della sua vita insieme con le sue complesse e intense ricerche sulla società capitalistica.

Marcello Musto nella prima parte del libro riesce ad accompagnare felicemente le vicende bi. ografiche con la storia teorica, politica e intellettuale di Marx e dei suoi studi teorici e delle sue opere. Nella seconda parte Musto ci fa ripercorrere invece la storia della ricezione di Marx nel marxismo italiano e europeo. L'aspetto davvero molto interessante consiste nel fatto che egli ritorna sul percorso teorico e storico di Marx e del marxismo con gli occhi di un intellettuale di giovane generazione, del tutto estraneo al furore teorico e politico che dominava almeno fino agli anni '70 del secolo scorso. Ciò permette a lui e al lettore di ritornare su riflessioni e dispute in una chiave

diversa, critica e distaccata, ma non per questo meno appassionata. Del resto, nel ripensare Marx oggi, Marcello Musto cita una frase di Jacques Derrida che merita di essere riportata: "sarà sempre un errore non leggere, rileggere e discutere Marx".

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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