Petizione, arrivano le firme di politici e intellettuali

I personaggi pubblici che sostengono la campagna del Tirreno per una legge che vieti la vendita e sommnistrazione di alcol ai minori di 18 anni

    Tante adesioni alla campagna del Tirreno per una legge che vieti vendita e somministrazione di alcol ai minori di 18 anni. Politici e intellettuali, toscani e non, hanno deciso di sottoscrivere la petizione.

    Ha aderito Walter Veltroni, ex segretario del Partito democratico: “Aderisco volentieri all’iniziativa del Tirreno: la vendita di alcolici ai minori va vietata. Lo si è fatto già con il fumo è giusto farlo anche con l’alcol. Anche se credo che – insieme a provvedimenti normativi – sia necessaria una costante e convincente campagna di educazione e di responsabilizzazione davanti al tragico ripetersi delle stragi del sabato sera e al diffondersi dell’uso di alcolici assurdamente vissuti dai ragazzi come uno status symbol. Crescere e diventare più grandi vuol dire molte cose ma certamente non “stonarsi”. E in questa campagna di educazione il ruolo e l’esempio degli adulti e in particolare dei genitori è fondamentale. Personalmente con le mie figlie non ho mai avuto problemi su questo terreno”.   

    Sempre da Roma arriva un'altra adesione della politiica, quella del vicepresidente del Senato Vannino Chiti: "In Italia sta aumentando in modo preoccupante il consumo di alcool tra i giovani e i giovanissimi. Aderisco quindi con convinzione alla  campagna promossa da Il Tirreno per una legge che vieti la vendita e la somministrazione dell'alcool ai minori di 18 anni".

    Firma anche l'onorevole Silvia Velo: "Sottoscrivo e sostengo convintamente la petizione lanciata da Il Tirreno per una legge che vieti la vendita di alcool ai minorenni. Nel mio impegno parlamentare e politico sul tema della sicurezza stradale ho preso consapevolezza di quanto l’alcool sia rilevante nell’incidentalità stradale. Per questo in Commissione Trasporti alla Camera ci siamo impegnati su questo tema, approvando misure sanzionatorie molto severe. A queste abbiamo però affiancato anche norme che hanno l’obiettivo di svolgere un ruolo preventivo ed educativo. Fra questi la norma che impone il tasso alcol emico zero ai neo patentati per tre anni. Siamo convinti (e i dati lo confermano) che questo possa evitare molti incidenti stradali tra i giovanissimi, ma soprattutto educare i futuri adulti ad uno stile di vita consapevole. Per questo ritengo inaccettabile il vuoto della nostra legislazione che non prevede il divieto di vendita di alcool ai minorenni, che deve quindi essere prontamente colmato".

    E firma anche il deputato pd Ermete Realacci: "la campagna contro la vendita dell’alcol ai minori mi pare un’iniziativa importante e utile. L'alcol non solo provoca danni alla salute dei giovani, ma come sappiamo rappresenta anche un rischio per l'incolumità dei nostri ragazzi e spesso apre la strada all’abuso di alcolici in età adulta. Aderisco quindi con piacere e convinzione alla vostra petizione per una legge che proibisca di vendere e somministrare alcolici ai minori".

    Aderisce con una domanda finale don Antonio Cecconi: "Aderisco alla campagna per vietare la vendita di alcoolici ai minorenni. Misura probabilmente insufficiente, però è un segnale. Bisognerà anche riflettere su come avviene il consumo di alcool tra giovani e giovanissimi: dal bicchiere di vino che accompagna una bella pietanza, o la birra insieme alla pizza, in molti casi si beve e basta... Probabilmente è un fallimento di noi adulti che – di fronte all’alcool e non solo – non riusciamo a trasmettere ai giovani il senso del limite attraverso il rispetto di sé e degli altri, senza aver ancora dimenticato i cattivi maestri del “vietato vietare” di non molti anni fa. Aggiungo una domanda: perché non vietare anche ogni e qualsiasi pubblicità di bevande alcooliche, come avviene per il fumo?".

    Un'altra adesione dal mondo della chiesa è quella di don Armando Zappolini, presidente del Coordinamento nazionale comunità di assistenza: "Aderisco con forza e convinzione alla petizione per il divieto di vendita dell'alcool ai giovani. E' l'ennesima prova di uno stato che non si cura della salute dei suoi cittadini quando questa confligge con gli interessi di lobbies potenti. Lo stesso sta accadendo con il gioco d'azzardo".

    Firma Maria Chiara Carrozza, rettore della Scuola Sant'Anna di Pisa che rilancia la campagna del Tirreno anche sulla sua pagina Faceboook.

    Per Erasmo D'Angelis, presidente di Publiacqua, "l'abuso di alcool da parte di giovani e giovanissimi è un tema molto sottovalutato. Da padre credo che questa sia una battaglia innanzitutto culturale, ci sono tanti modi per essere "ganzi", l'alcool non può essere uno di questi".

    Appoggia la nostra campagna anche Gabriello Mancini, presidente della FOndazione Mps: "Il fenomeno dell’alcol viene spesso sottovalutato. Sia come un grave danno alla salute, sia per gli alti costi sociali che comporta. Combatterne la diffusione e gli eccessi è un dovere  che dovrebbe coinvolgere tutti".

    Firma anche il presidente della Regione, Enrico Rossi: "Aderisco volentieri e con convinzione perché sono troppi i giovani sedotti dall'alcol. C'è poca attenzione da parte degli adulti e molta leggerezza da parte di chi vende l'alcol. Per questo occorrono norme più chiare e severe".

    Firma anche l'ex presidente della Rai, Roberto Zaccaria: “Trovo assolutamente incivile che si possa impunemente vendere l’alcol ai minorenni. Una campagna sacrosanta”.

    Un'adesione dal mondo dell'imprenditoria, quella di Maurizio Berrighi, imprenditore edile: "Aderisco con piacere alla campagna de IL Tirreno,per vietare la vendita dell'alcol ai minori. La trovo una battaglia di civiltà nello spirito dell'Europa".

    Sempre dall'imprenditoria aderisce Marco Mantovani, patron della Locman: "condivido la battaglia, anch’io ho una figlia di 12 anni ed alcuni suoi amici già abusano di alcolici. E’ immorale vendere alcolici ai minori di età.  Poi una riflessione: al di la dei minorenni, che vanno tutelati, non sarebbe meglio tassare maggiormente alcolici e sigarette, invece della benzina, che serve per lavorare?". 

    Sottoscrive la petizione anche Renzo Ulivieri, presidente degli allenatori di calcio: “Ho due figlie grandi e una minorenne e posso dire che il  problema dell’alcol è molto sentito in casa. Quando fra un anno o due la mia piccola di 13 anni uscirà so già che mi farà stare in ansia. Giuste le battaglie come quella condotta dal vostro giornale”.

    Riccardo Nencini, assessore regionale al bilancio e segretario nazionale del Psi spiega il motivo della sua firma: "Aderisco volentieri alla campagna del Tirreno perché il problema è molto serio, anche se per fortuna io ho due figli astemi".

    Firma la petizione il vice sindaco di Firenze, Dario Nardella: "Aderisco alla petizione del Tirreno e chiedo che la Regione nella sua nuova legge sul commercio preveda con molta chiarezza la proibizione alla vendita e somministrazione di alcolici ai minorenni".

    Aderisce un altro amministraotre pubblico, il sindaco di Empoli Luciana Cappelli: "L’alcol può avere effetti devastanti sui giovani e quindi ogni iniziativa volta a limitarne il consumo dei ragazzi trova il nostro sostegno. Sono altresì convinta che un eventuale divieto debba necessariamente accompagnarsi a politiche positive di informazione e sensibilizzazione senza le quali anche il divieto stesso rischia di essere fine a se stesso".

    Altro sindaco ad aderire è Alessandro Tambellini, primo cittadino di Lucca: “Mi unisco con convinzione agli altri firmatari per la campagna intrapresa da Il Tirreno per vietare la vendita di alcol ai minori poiché il consumo di alcol tra i giovani e giovanissimi può avere effetti devastanti. Serve inoltre instaurare anche un percorso culturale di sensibilizzazione ad un corretto e sano stile di vita”.

    A Castiglione delle Pescaia aderisce l'intera amministrazione, rappresentata dal primo cittadino Giancarlo Farnetani: "Una campagna di sensibilizzazione necessaria. La mia Amministrazione sostiene questa battaglia lodevole intrapresa dal quotidiano Il Tirreno prima di tutto per i dati preoccupanti che danno il consumo di alcool in aumento proprio in quella fascia di età che raccoglie i giovani non ancora maggiorenni. La seconda, e non trascurabile motivazione che ci trova in accordo con questa iniziativa, si riferisce al resoconto che facciamo ogni anno alla fine dell’estate e che riguarda l’andamento delle notti castiglionesi: il consumo di alcool si lega quasi sempre ad una serie di comportamenti che male si coniugano con l’ordine pubblico e che, se associati alla giovane età, rischiano di diventare un connubio pericoloso per la salute dei giovani e per la loro incolumità anche in relazione all’utilizzo di mezzi di trasporto come moto e scooter. Siamo quindi d’accordo nella proposta che al divieto di somministrazione sia aggiunto anche il divieto di vendita di alcolici per adeguarci agli altri paesi europei e per dare un segno forte a tutela dei nostri giovani".

    Roberto Benedetti (Pdl), vicepresidente del consiglio regionale, spiega che "vietare la vendita di alcolici ai minorenni è un gesto di civiltà. Per questo firmo a sostegno di una legge che vada in questo senso»

    Aderisce l'ex presidente della Regione Claudio Martini: "Aderisco volentieri. Mai avuto problemi con mio figlio: non ha mai bevuto fino alla maggiore età. Quello piccolo poi…”

    Richiama la sua esperienza anche lo scrittore e giornalista Furio Colombo: "Aderisco perché quello dell'alcol consumato anche dai minorenni è una grande piaga sociale. Non solo in Italia. Io ho allevato i miei figli in America e ricordo che lì era persino più drammatico che da noi".

    Appoggia la petizione anche il sindaco di Livorno Alessandro Cosimi: “Aderisco volentieri perché è un problema molto rilevante. Per fortuna sul piano personale non mi tocca perché ho bimbi piccoli…”

    Firma anche Luciano Zazzeri, titolare del ristorante La Pineta, Bibbona: «Sì, con convinzione. Ho due figli, oggi non più adolescenti, ma il problema dell'alcol l'ho sempre sentito in maniera pressante».

    Marco Remaschi (presidente commissione sanità regionale): "firmo con convinzione e la prendo come un'ulteriore spunto di lavoro concreto in Consiglio regionale".

    Aderisce Enzo Brogi, consigliere regionale, autore della legge sull’uso della cannabis: "Ok per la proibizione...ma mai dimenticare l'educazione, la cultura. Non si è ganzi se si beve, tutt'altro!"

    Due adesioni da sindaci della Versilia. Domenico Lombardi, neuropsichiatra infantile, sindaco di Pietrasanta: "Quest'estate sono andato a vedere la movida notturna e ho potuto verificare di persone a che grado si sia ormai spinta l'emergenza socio-sanitaria della diffusione dell'alcool fra i giovani. Sono d'accordo con i contenuti della petizione, penso che anche per le capacità stesse di metabolismo dei ragazzi sia auspicabile una situazione di iniziazione all'alcool, ovviamente in modiche quantità, dopo i 18 anni".

    E da Forte dei Marmi Umberto Buratti: "Divieto sacrosanto che può ridurre la facilità di accesso agli alcolici per i giovanissimi, e che soprattutto dovrà essere fatto rispettare non soltanto davanti ai locali ma anche fuori dai supermercati; assieme alle nuove prescrizioni, sarà poi doveroso avviare su grande scala, una campagna informativa che spieghi ai giovanissimi i seri rischi collaterali provenienti dal consumo di alcool, sia dai loro effetti immediati, sia con effetti sul lungo termine".

    Firma anche Lucia Matergi consigliere regionale del Pd: "In Toscana, dove ormai si è consolidata una cultura della salute come attenzione al mantenimento della condizione di "sani" anziché all'esclusiva cura della malattia, una proposta del genere è voluta con forza. Non si tratta di proibizionismo ma di quell'attenzione alle giovani generazioni che ha bisogno di atti e impegni per avere effetti".

    Per il capogruppo regionale del Pd Vincenzo Bugli si tratta di "una buona cosa, che deve accompagnarsi a un pacchetto di politiche per i giovani. In Toscana stiamo mettendo proprio le giovani generazioni al centro della nostra azione. Ciò vuol dire investire sul futuro".

    Sergio Staino, disegnatore, firma con il Tirreno: "Aderisco alla petizione, ma confesso di non avere un’esperienza diretta come genitore. I miei figli sono quasi astemi…”.

    Ed è con noi anche Marialina Marcucci, imprenditrice, ex assessore regionale: “Aderisco. Una battaglia di civiltà. Che intrapresi anche ai tempi della giunta di Vannino Chiti, di cui ho fatto parte. La mia esperienza di genitore è stata aiutata dal fatto di aver vissuto a lungo in paesi anglossassoni  dove il consumo di alcol era vietato ai minori di 18 anni”.

    Anche uno chef importante, Fabio Picchi del Cibreo, ha deciso di firmare: “Aderisco con convinzione perché l’uso dell’alcol sta dilagando”.

    E la petizione si arricchisce pure della firma di un ex ministro, Altero Matteoli:  “Firmo e aderisco alla petizione sul divieto di vendita degli alcoli. Però stiamo attenti a non incolpare sempre gli altri. I genitori devono assumersi le loro responsabilità”.

    Adesione da parte di Marco Ruggeri, vice capogruppo regionale del Pd: "Sostengo questa proposta con grande convinzione: lo Stato non può assistere inerme a questa escalation di consumi di alcol tra i giovanissimi. L'iniziativa avrà più successo se accompagnata da campagne di sensibilizzazione".

    Firma anche Luca Sani, deputato e coordinatore segreteria Pd Toscana: “Aderisco alla campagna del Tirreno. Oltre alla questione dei minorenni, credo sarà utile anche per sensibilizzare le altre fasce della popolazione giovanile”. 

    Sottoscrive la petizione Stefano Mugnai, Consigliere regionale Pdl - Vicepresidente Commissione sanità: "L’abuso di alcool sta diventando un’emergenza sociale. Per questo sottoscrivo la petizione per vietarne la vendita ai minori".

    La portavoce dell'Opposizione in consiglio regionale, Stefania Fuscagni: "Un sì non di maniera alla petizione lanciata da Il Tirreno.  Un sì convinto, ma accompagnato dall'impegno che le regole siano veramente rispettate. E per far questo alla norma va fatta seguire una promozione culturale che renda consapevoli i genitori che pretendere l'osservanza della legge è e dev'essere un loro impegno".

    Salvatore Allocca, assessore regionale alle politiche sociali: "Un sì con riserva al vostro appello; il divieto da solo non può rivelarsi sufficiente e deve quindi poter essere affiancato da un'operazione di convincimento culturale che porti i più giovani a maturare un diverso rapporto con l'alcol".

    Per Roberto Cenni, sindaco di Prato, "va bene il divieto da solo non può però essere risolutorio dell'emergenza in atto, e deve quindi poter essere accompagnato da politiche che affrontino in maniera organica il problema, facendo sì che i giovani possano godere in maniera corretta dell'alcol".

    Per Massimo Biagioni, direttore regionale Confesercenti: "Proposta corretta che va nella giusta direzione di far evitare un consumo smodato di alcol, da accompagnare però da una campagna di sensibilizzazione che educhi i nostri giovani ad un migliore approccio all'alcol che possa ad esempio far prediligere il nostro ottimo vino toscano, da accompagnare ai pasti, ai superalcolici in voga al momento".

    Firma anche Alessandro Petretto economista e assessore all’economia del comune di Firenze: “Aderisco alla vostra petizione. Ho 4 figli astemi che mi redarguiscono quando bevo un bicchiere di vino”.

    Aderisce il sindaco di Carrara, Angelo Zubbani: "Sottoscrivo convintamente la petizione per il  divieto di vendita di alcool ai minori. Elemento essenziale di una battaglia di civiltà per vincere la quale sono altrettanto necessari l’educazione e la diffusione di corretti stili di vita, in cui coinvolgere le giovani generazioni. Fermo restando la responsabilità che abbiamo noi genitori nell’infondere questa cultura".

    Firma anche il sindaco di Collesalvetti, Lorenzo Bacci: "Aderisco all'appello, consapevole che i divieti difficilmente siano in grado di educare a scelte responsabili. Più che del sintomo dovremmo tutti, singoli cittadini appartenenti a questa società "malata", quindi famiglie, scuola, politica, occuparci delle cause che spingono anche i giovanissimi, nel precipizio delle dipendenze, di qualsiasi natura esse siano. Inoltre, questa è l'occasione per tornare anche a sollevare l'attenzione su una delle principali cause derivanti dalla dipendenza da alcol o droghe: gli incidenti stradali. Per questo è necessario stimolare ulteriormente la campagna per l'istituzione del reato di "omicidio stradale", che preveda pene adeguate nei confronti di chi, mettendosi alla guida senza esserne in condizioni (drogato e/o in stato di ebrezza), provochi con il suo comportamento irresponsabile conseguenze verso terzi".

    05 settembre 2012

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