Più macho e meno micio, arriva Mister Gay Italia

In cerca di modelli di omosessualità «diversi da quello di Platinette e Malgioglio». In gara un padre di famiglia e un ristoratore cacciato da una processione

    di Ilaria Bonuccelli

    TORRE DEL LAGO. Oltre le gambe (depilate) c’è di più. C’è di più oltre le bandiere arcobaleno. E I lustrini. Domani sera, a Torre del Lago Alessio Cuvello partecipa a Mister Italia Gay per dimostrare al figlio di tre anni e alla sua quasi ex moglie che nell’omosessualità c’è di più oltre «a Platinette e a Cristiano Malgioglio». E Antonio Volpe arriva al Mama mia da Castelvolturno per la finale del concorso nazionale non per la fascia o i 5mila euro del premio, ma per «avere la possibilità di proporre un nuovo modello di omosessualità». Diverso da quello, un po’ smaccato, dei “femminielli”, che consente a un diacono qualunque di provare ad allontanarlo dalla processione della Madonna. È anche per questo spirito più battagliero che lo slogan dell’edizione 2012 di mister Italia Gay - dice l’organizzatore, Alessio De Giorgi - è “Non cerchiamo solo manichini”. Il bello che non balla, insomma, non va più di moda. Neppure fra i concorrenti. Ad esempio, Francesco Pintus, consulente informatico, ammette che l’uomo ideale si potrebbe avvicinare a uno con il corpo di Luca Argentero e con la testa di Rita Levi Montalcini.

    «Di sicuro - evidenzia Alessio Cuvello, 24 anni, preparatore atletico di giorno, gogo boy (ragazzo immagine) di notte nelle discoteche milanesi - l’omosessuale non si identifica con Platinette o con Malgioglio. Partecipo Mister Gay Italia per poter dare un’immagine dell’omosessualità diversa da quella prevalente. Nella maggior parte dei casi la gente identifica il gay come una figura femminile infilata nei panni di un uomo. Invece, siamo solo persone con diversi gusti sessuali. E questo spiega come sia stato possibile che a 19 anni, con un’adolescenza da omosessuale, mi sia potuto innamorare di mia moglie e iniziare un percorso che ha portato alla nascita del nostro splendido bambino. Certo ora ci stiamo separando consensualmente, ma ci vogliamo molto bene». Infatti, la ex compagna di Cuvello domani dovrebbe essere a Torre del Lago a tifare per l’ex marito. Proprio come il compagno di Tony (Antonio) Volpe, il 33enne di Castelvolturno invitato ad abbandonare la processione della Madonna, pochi giorni fa, perché omosessuale.

    L’ostracismo è arrivato da un diacono del paese (denunciato alla polizia) poco incline a digerite la coppia omosessuale, devota all’Assunta e attiva nella vita della comunità: oltre a gestire un ristorante, infatti, organizza spettacoli, dall’arte tradizione agli show di Drag queen che non a tutti vanno a genio. «Concorsi come quello di mister Gay Italia, però - osserva - mi offrono l’occasione per proporre il mio modello di omosessualità che è di unione e pace». Fate l’amore e non la guerra. Comunque e con chiunque. Guardare alla sostanza e non alla forma, sembra essere il messaggio che parte dal palco del Mama mia dove domani sera alle 22,30 la drag Regina Miami e Paolo Tuci dirigeranno il traffico dei sirenetti.

    E dovranno preparare qualche famiglia al colpo, visto che non tutti i concorrenti avrebbero già fatto un aperto “coming out”. Di sicuro ancora non avrebbe parlato apertamente con i genitori il giovanissimo Alejandro Lorenzin, cameriere dalla pelle scura, adottato in Colombia da bambino dalla mamma catechista. Il ventenne pensa che i genitori qualche cosa possano aver intuito. Ma rimanda il tempo della rivelazione a dopo la classifica. Magari qualche lacrima, la commozione, la fascia (se non proprio la corona) potrebbero aiutare. E se non ci riuscirà il raso, sicuramente ce la farà il cuore di mamma.

    23 agosto 2012

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