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Gli assegni dell’Inps arrivano in spiaggia

Quasi mezzo milioni d’italiani riscuotono all’estero. Ma partono anche i giovani in cerca d’occasioni

All’Inps non sono mai state fatte ricerche specifiche, ma i dati alla fine parlano da soli: oltre 410mila italiani riscuotono la pensione all’estero. E di questi ben 6.306 riguardano cittadini toscani: 816 di Arezzo, 2.200 di Firenze, 10 di Empoli, 9 di Scandicci, 17 di Sesto Fiorentino, 224 di Grosseto, 400 di Livorno, 42 di Piombino, 1.194 di Lucca, 498 di Massa Carrara, 288 di Pisa, 384 di Pistoia, 60 di Prato, 164 di Siena.

Insomma, sono sempre di più coloro che, complice la crisi, decidono di trasferirsi in luoghi dove magari l’assegno mensile da mille euro diventa un piccolo patrimonio: dall’Asia all’America Centrale e quella del Sud, dalle vicine Canarie fino alla lontanissima Australia. Difficile quantificare un trend sicuramente in aumento, ma secondo alcune stime non ufficiali tra il 2006 e il 2011 il numero di questi nuovo emigrati sarebbe salito da un minimo del dieci ad un massimo del venti per cento, naturalmente a seconda delle località. Cifre che, tra l’altro, non tengono conto dei più tecnologici che la pensione la ricevono normalmente in Italia e controllano il proprio conto via Internet pagando in loco con la carta di credito.

Spiagge Inps. Il fenomeno che qualcuno, appunto, ha scherzosamente ribattezzato delle “spiagge Inps”, riguarda in particolare i paesi più caldi, quelli cioè dove si può vivere in maglietta e ciabatte tutto l’anno spendendo cifre decisamente inferiori rispetto a quelle che servirebbero per sopravvivere all’interno dei confini della nostra Penisola. Massimo Dallaglio, fotoreporter e giornalista di Reggio Emilia, nell’ormai lontano 1998 fu il primo, ispirandosi ad analoghe iniziative made in Usa, ad avere l’idea di creare un sito dal nome decisamente esplicito e cioè www.mollotutto.com . «La cosa nel tempo è cresciuta - spiega - ed ho iniziato a pubblicare anche dei veri e propri notiziari. In sostanza, quando mi arrivano delle richieste di informazioni, io cerco di mettere le persone in contatto con chi può fornire risposte. Poi, ho creato una parte informativa sui visti, sui documenti e perfino sui gesti tipici dei vari paesi. Non solo, inserendo i propri dati, dall’importo della pensione alle altre caratteristiche, il sito cerca anche le località più indicate. E questo perché ognuno ha i suoi sogni: ciò che chiede un single di vent’anni non è uguale ai desideri di un cinquantenne con figli. Tre comunque – aggiunge – le grandi categorie che cercano la fuga: i neolaureati che non trovano niente in Italia; quelli tra i 40 ed i 50 anni che vogliono realizzare qualcosa di importante nel campo dell’imprenditoria; appunto i pensionati tra i 60 e i 65 anni che vanno in cerca del buen retiro».

Valanga di mail. Insomma, l’interesse è tanto, come conferma Guido Rabà, piombinese trapiantato in Venezuela dove dirige il tour operatore Italcaribeclub insieme agli abruzzesi Maurizio Centofanti e la moglie Raffaella.

«Ricevo almeno dieci mail il giorno - ci racconta - e, al di là del mio lavoro di operatore turistico, sono ben lieto di aiutare chi decide di “fuggire” dall’Italia perché vuole vivere meglio e con una grande tranquillità economica».(s.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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