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Smit-Neri contro Titan: ormai è una partita a due

Le due aziende scelte in un summit delle compagnie assicuratrici a Londra. Intanto è stata duplicata senza problemi la scatola nera

LIVORNO. Il relitto della Costa Concordia, naufragato sugli scogli dell'isola del Giglio, non sarà fatto a pezzi sul posto segandone un troncone dopo l'altro. Al summit delle compagnie assicuratrici ieri a Londra sono stati selezionati i due progetti che si contenderanno l'incarico: e in entrambi i casi si tratta di soluzioni tecniche che mirano a raddrizzare e riportare in galleggiamento la nave da crociera, che presenta uno squarcio di 70 metri ampiamente visibile su un lato (e forse uno ancor più rilevante sull'altro).

La “finalissima” è fra due giganti delle imprese impossibili in mare: da un lato, gli americani di Titan Salvage; dall'altro, l'alleanza europea che la società olandese Smit ha con il gruppo Neri di Livorno. E' quanto si è appreso ieri a Londra da Lloyd's List: la “bibbia” degli operatori del settore segnala che si è scelta l’operazione con minor rischio di danni ambientali anche se più costosa (si stima un costo attorno ai 288 milioni di dollari, poco meno di 220 milioni di euro).

Intanto è stata duplicata senza complicazioni la scatola nera della nave: i dati sono rimasti integri e, a quanto sembra, hanno permesso di accertare che l’inchino verso il Giglio era stato programmato ben prima dell’intervento manuale della rotta operato dal comandante Francesco Schettino.

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