Quotidiani locali

Se il rapper nero e l’ex calciatore diventano toscani

La mostra “Il nuovo Nuovo Mondo” rende omaggio al grande navigatore e agli immigrati

FIRENZE

A vele spiegate, Amerigo Vespucci ha portato l’Italia verso il nuovo mondo. Cinquecento anni dopo, su carrette che se non fanno naufragio è miracolo, è il nuovo mondo ad arrivare in Italia. Nel calendario delle celebrazioni per il 500° anniversario della morte di Vespucci, presentato a Firenze dal sindaco Matteo Renzi, c'è la mostra multimediale “Il nuovo Nuovo Mondo” organizzata dal fotografo e fotoreporter Mark Abouzeid. Statunitense di nascita ma toscano d'adozione, Abouzeid ha vissuto in tre continenti prima di scegliere Firenze per viverci con le sue due figlie: fotografo, insegnante, anima dell'associazione “Non sono clandestino” e organizzatore di eventi, collabora con la nuova factory “The sARToria” che è il set di elaborazione della mostra in programma il 5, 6 e 7 giugno in Palazzo Vecchio, sala d'Arme. Un evento che non si limiterà a ricordare il grande scambio culturale che caratterizzò il Rinascimento, ma mostrerà chi sono, oggi, i protagonisti di questo fermento, e quale scambio è ancora possibile, combattendo ogni forma di xenofobia e razzismo: il filo conduttore è l'apporto che la contaminazione con l'altro dà alla cultura fiorentina.

Se il Magnifico diventa un rapper. Agli Uffizi, a Palazzo Pitti, e in altri musei fiorentini c'è un patrimonio di capolavori che appartiene a Firenze, ai suoi cittadini. Spesso si tratta di ritratti: personaggi dellatradizione rinascimentale fiorentina. Ebbene, grazie all'obiettivo di Mark Abouzeid, agli abiti cuciti da Diana Ferri e al make up di Paolo Manciocchi, questi ritratti diventano contemporanei: invariata l'iconografia classica, vengono reinterpretati da immigrati che a Firenze vivono, lavorano, e producono cultura. Così Lorenzo De' Medici diventa il rapper nero Dre Love, che viene dalla moda e ha lavorato con molti grandi della musica italiana, da Irene Grandi agli Almamegretta. Savonarola avrà il volto di Mihaly Gera Bela, ebreo ungherese che parla quattro lingue e a Firenze gestisce il ristorante Borgo Antico. Pietro Aretino ritratto da Tiziano avrà la faccia di Antonio Roldan Villafan, ex calciatore messicano e couchsurfer che in tre mesi ha ospitato a Firenze oltre cento stranieri. Lo stesso Mark Abouzeid diventerà Amerigo Vespucci, mentre due gemelle russe che arrivano dalla scuola internazionale interpreteranno il Ritratto di donna del Pollaiolo. E poi un dj italo giapponese, un tenore argentino, un ballerino albanese, un imprenditore cinese, uno sportivo senegalese e altri stranieri che a Firenze vivono e portano cultura, interpreteranno Vasari, Pico della Mirandola, Isabella de'Medici, Andrea del Sarto, Baccio Bandinelli, Caterina de'Medici.

In Toscana ce l'hanno fatta. Integrazione è la parola d'ordine: sotto il segno di Amerigo Vespucci la mostra “Il nuovo Nuovo Mondo” ritrarrà a grandezza naturale, con un video a fianco che ne racconta la storia, personaggi che vengono da lontano e in Toscana ce l'hanno fatta, e producono scienza, arte e cultura. Come Javier Argomeda Zazzali, astrofisico cileno ricercatore ad Arcetri; come Fernando Quiros Pacheco, scienziato e fotografo messicano; o Anna Rosa Paladino, italiana nata in Venezuela e danzatrice e direttrice creativa a Firenze, E ancora il venezuelano Roy Cavadid, videoproduttore, la filippina Romina Diaz regina del blues fiorentino, o lo studente colombiano Edoardo Sanin Alvarez, stagista al Bedouine Heritage Project.

Addio Porcellino. Come sarebbe l'Italia se gli stranieri se ne andassero come ad alcuni piacerebbe? Questa è la provocatoria domanda a cui la mostra fiorentina risponde con una serie di scatti che mostrano come sarebbe la città senza i cosiddetti extracomunitari. Emblematica l'immagine del mercato del Porcellino deserto: niente lavoratori né visitatori. Sempre sul tema dei diritti negati, verrà proiettato un film di Fred Kworm che racconta la storia di ragazzi nati in Italia ma privi di cittadinanza.

Venere in pixel. Ciliegina sulla torta: la rivisitazione della Venere del Botticelli, affidata all'artista guatemalteco Qino che la scomporrà

in pixel e la ricomporrà in modo personale. La rielaborazione sarà venduta all'asta: il 50% del ricavato andrà alle famiglie dei due senegalesi uccisi a Firenze dall'estremista di destra pistoiese che poi si suicidò in San Lorenzo lo scorso dicembre.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

TrovaRistorante

a Livorno Tutti i ristoranti »

Il mio libro

CLASSICI E NUOVI LIBRI DA SCOPRIRE

Libri da leggere, a ciascuno la sua lista