Gli oggetti di Domnica erano nella cabina del comandante

La ragazza è stata ascoltata dagli inquirenti e ha smentito il comandante Schettino: ero in plancia quando avvenne l’urto. Ha detto poi di essere «amica di tutti» a bordo della Concordia

    Di lei, su richiesta del pm Leopizzi che riferiva parole dell'hotel director Manrico Giampedroni, Francesco Schettino aveva dichiarato nell'interrogatorio davanti al gip che si trattava di «un'amica comune che stava a bordo, faceva parte dell’equipaggio in altre occasioni» e che «non stava sulla plancia», perché «io là non ci faccio entrare nessuno». Ma ieri, sentita per sei ore nella caserma dei carabinieri a Marina dai pm Navarro e Pizza, Domnica Cermotan ha smentito il comandante: «Ero in plancia quando avvenne l’urto». La 25enne moldava, sentita come persona informata dei fatti con l’aiuto di una interprete, ha ricostruito su richiesta della Procura tutto ciò da lei visto e sentito quella sera. E grazie alle sue parole, fino a ieri ritenute complementari ma non decisive se non francamente poco utili, gli investigatori pensano di poter aggiungere particolari nuovi su quanto avvenuto la sera del 13 gennaio. Alla donna, che ha ribadito di essere imbarcata regolarmente con biglietto, è stato chiesto tra l'altro di spiegare perché alcuni suoi effetti personali erano stati trovati dai sub nella cabina del comandante. Domnica ha detto di essere «amica di tutti» sulla Concordia. La donna, occhiali e volto semicoperto dal cappuccio del piumino, è stata accompagnata fuori dalla caserma verso le 17,30 e non ha risposto alle domande dei giornalisti che avevano scoperto il luogo «top secret» scelto per l’appuntamento.

    LA NAVE SARA' RIMOSSA INTERA
    La carcassa della Costa Concordia sarà rimossa nella sua interezza, o almeno quello che ne rimarrà e che il mare e il vento non avranno già scardinato e divelto. Il commissario e capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, lo ha comunicato oggi ai cittadini del Giglio. Spazzata via così ogni altra ipotesi, prima fra tutte quella di ’spezzetarlà e rimuoverla a tronconi. Nell’incontro con gli abitanti dell’isola, stamane, il commissario ha riacquistato tutte le quote di simpatia e fiducia che aveva perduto annunciando tempi lunghi per la rimozione del relitto e agitando così lo spettro di un’estate nera per il turismo gigliese. «Un galantuomo, da oggi è il nostro comandante, naturalmente c’è comandante e comandante...», lo ha elogiato il portavoce del comitato ’Sos Concordià, Alvaro Andolfi. Puntualissimo, dopo il forfait di ieri a causa delle cattive condizioni del mare che avevano bloccato i traghetti, Gabrielli s’è presentato stamane all’appuntamento con i residenti, quelli del comitato e quelli che non vi hanno aderito. Gabrielli ha riferito che la «la società Costa, che ancora una volta si è dimostrata molto seria, e rispettando le tempistiche che aveva dichiarato ha già interessato 10 società mondiali per rimuovere lo scafo nella maniera intera» e ha garantito «soprattutto che questa operazione avverrà nel rispetto della tempistica e si concilierà con il rispetto del territorio e con la salvaguardia dell’ambiente». «Io credo - ha aggiunto - che questi fossero i tre obiettivi che cercavamo e credo che Costa sia stata molto attenta e rispettosa degli obiettivi che ci aveva fornito nel tempo». Entro l’inizio di marzo, ha poi fatto sapere la Costa, i piani predisposti dovranno pervenire a Costa Crociere, che li valuterà insieme al Comitato Scientifico della Protezione Civile per arrivare a scegliere il progetto migliore entro la fine di marzo. «Ho semplicemente detto le cose che andavano dette. Non sono un venditore di tappeti». Così il  commissario delegato per l’emergenza della Nave Concordia, Franco Gabrielli, ha riferito dell’incontro con i cittadini del Giglio. Gabrielli ha spiegato che è stato un incontro molto franco e aperto al dialogo, dialogo che proseguirà in tutta la fase delle operazioni. I cittadini avevano espresso preoccupazione per i tempi indicati da Gabrielli per rimuovere il relitto stimati tra i sette e i 12 mesi. «Le operazioni di pompaggio - ha spiegato  poi Gabrielli - hanno una tempistica certa nel senso che la società Smit ha detto che ha bisogno di 24 ore di tempo per terminare la flangiatura e da quel momento inizieranno le attività di pompaggio». «Fino a quando non ci saranno le condizioni meteo-marine - ha concluso Gabrielli - non saremo in grado di iniziare il pompaggio che per noi è una delle cose prioritarie da fare».

    04 febbraio 2012

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