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LO PSICHIATRA

«Una psicosi cronica con il delirio religioso»

 VIAREGGIO. «Se il tuo occhio destro ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geenna». Ovvero nell'Inferno. È il Vangelo secondo Matteo, capitolo 6, e a ricordarlo è Mario Di Fiorino, primario di psichiatria all'ospedale Versilia. Dall'unità operativa diretta da Di Fiorino l'uomo che ieri mattina si è strappato gli occhi nella chiesa di Sant'Andrea era passato nel 2009: «Due prestazioni in regime ambulatoriale - spiega il medico -: insomma, due consulti». E niente più. Perché Di Fiorino nega che la prescrizione dei farmaci impiegati nella cura dal medico privato avvenisse passando per il reparto di psichiatria della Asl versiliese.  Per il resto, la psicosi cronica dell'uomo tornato dalla Scozia a Viareggio vent'anni fa insieme alla madre, era nelle mani di una psichiatra privata. Due percorsi, quello della salute mentale in carico al medico di fiducia del paziente e quello dell'offerta della sanità pubblica, che possono non incrociarsi mai. «Anche se tanti colleghi che lavorano privatamente hanno ottimi rapporti con il servizio ed il reparto», ricorda Di Fiorino.  L'uomo non era mai stato ricoverato in psichiatria, né le forze dell'ordine hanno mai avuto richieste di intervento nell'abitazione divisa da madre e figlio, 44 anni lui, 77 lei. Certo è che nessuno aveva mai pensato di indirizzarlo ad uno dei servizi che il territorio offre affinché un ambiente circostante adatto potesse fare da supporto alla malattia.  «Non conosco il caso - spiega Di Fiorino - ma mi sembra evidente la componente di delirio religioso nella psicosi cronica diagnosticata al paziente in questo caso... Certo quello che è accaduto è una cosa incredibile...».  «La psicosi - spiega Nicola Artico, vicedirettore dell'unità operativa di psicologia dell'Asl di Livorno - altera tutti i sensi e dunque anche il dolore». La domanda, inevitabile, era quella che tutti si sono fatti ieri mattina: come è possibile resistere ad un dolore così acuto e lungo, nel non poco tempo che è necessario per cavarsi gli occhi con le proprie mani, senza che lo spirito di sopravvivenza intervenga? «Di fronte al dolore della psicosi che lacera dentro - è la riflessione dello psicologo - il dolore fisico è quasi in secondo piano».
E, purtroppo «più la malattia si presenta precocemente più è grave».  «Episodi simili - commenta il sindaco di Viareggio Luca Lunardini - ci dicono che dobbiamo dotare l'assistenza psichiatrica di percorsi obbligatori che portino i pazienti ad essere conosciuti dal servizio pubblico». D.F.

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