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Lascia il presidente di Esselunga Bernardo Caprotti

Mantiene le deleghe operative, ma lascia simbolicamente la carica di presidente il numero uno di Esselunga Bernardo Caprotti. «Soprattutto dopo la sentenza che fa di me praticamente un ladro - ha detto Caprotti - le mie dimissioni dalla presidenza saranno sul tavolo tra sette giorni. Ma questo non vuol dire che mi ritirerò da quello che faccio»

Mantiene le deleghe operative, ma lascia simbolicamente la carica di presidente il numero uno di Esselunga Bernardo Caprotti. L'annuncio è stato dato dallo stesso fondatore della catena di supermercati, nel corso della presentazione del film "Il mago di Esselunga" di Giuseppe Tornatore. «Soprattutto dopo la sentenza che fa di me praticamente un ladro - ha detto Caprotti - le mie dimissioni dalla presidenza saranno sul tavolo tra sette giorni. Ma questo non vuol dire che mi ritirerò da quello che faccio». Caprotti, che ha spiegato che manterrà il ruolo di consigliere e praticamente tutte le deleghe operative, non ha però voluto rivelare chi sarà il prossimo presidente di Esselunga.

A 15 giorni dalla condanna da parte del Tribunale di Milano per concorrenza sleale per il libro "Falce e Carrello", nel quale l'imprenditore attaccava le Coop. «Il nome del nuovo presidente - ha proseguito - c'è già ma non lo dico». E a chi gli chiedeva se manterrà qualche incarico formale nella società, Caprotti ha replicato, snocciolando un elenco delle responsabilità che rimarranno in capo a lui: «Io resto in consiglio». Il patron del gruppo della grande distribuzione ha sottolineato che continuerà a seguire lui, tra l'altro, «i rapporti con la pubblica amministrazione e la rottamazione dei negozi»

Quanto al futuro del gruppo Caprotti, che tra pochi giorni compie 86 anni, ha indicato che «Esselunga è e rimane un'azienda italiana e familiare». «In borsa non ci vado», ha detto.

Il primo supermercato Esselunga, in viale Regina Giovanna a Milano, ha aperto i battenti nel 1957; oggi i punti vendita del gruppo sono 140 tra Lombardia, Veneto, Piemonte, Liguria, Emilia Romagna e Toscana. Nel 2010 il fatturato è cresciuto del 5% e l'utile si è attestato a 213 milioni di euro. Oltre 20mila gli occupati.

L'Antitrust ha anche multato la Esselunga per 10.000 euro per la mancata comunicazione di due operazioni di concentrazione. Nel mirino l'acquisizione effettuata da Esselunga, negli ani 1999, 2010 e 1011, su 12 rami d'azienda appartenenti a operatori del commercio con relativa
autorizzazione commerciale: otto in provincia di Livorno, tre in quella di Lucca e uno in quella di La Spezia. «Tali rami d'azienda», si legge nel Bolletino dell'Antitrust, «sono stati utilizzati, nella provincia di Livorno, per l'apertura di due punti vendita sotto l'insegna Magenta Due, società
controllata da Esselunga, e per l'ampliamento di due punti vendita con insegna Esselunga, anche mediante l'accorpamento di due o più autorizzazioni, uno nella provincia di Lucca e un altro in quella di La Spezia»

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