di Emilio Guariglia
La foto della pantera scattata col cellulare da un agente della Forestale
Benvenuti in Maremma, benvenuti nello zoo più pazzo del mondo. Ci mancava solo la pantera a completare un già sovraffollato repertorio zoologico nel quale - sotto il solleone - uomini e bestie sembrano sfidarsi a chi la combina più grossa. A Massa Marittima tonnellate di tartarughe esotiche - pare ci siano pure quelle "coccodrillo", al Carapax - attendono un custode e un padrone, riproducendosi gioiose mentre su di loro si scatena un intrigo internazionale di traffici, business e denunce.
Qualche chilometro più in là, a Prata, la Forestale dà la caccia a Baghera, felino da baobab trasferito sugli ulivi dopo essere stato lasciato lì da qualcuno che - per adeguarsi alla modernità - l'aveva preferito a pecore e galline demodè salvo poi pentirsi (si sa, una pantera nell'aia fa chic, ma a sfamarla il pan secco non basta). Per fortuna - si dirà - ci sono ancora i vecchi e cari animali, quelli della benedizione di Sant'Antonio Abate e dell'agiografia locale. Si dirà. Intanto però carabinieri e polizia devono rincorrere sulla statale Aurelia un gruppo di vacche maremmane doc: stufe della vita nei campi, stanche di vedersi consegnate sempre e solo a bucoliche cartoline di una Maremma campagnola che fu, eccole a rivendicare - come molti conterranei bipedi assetati di autostrada - la loro sete di asfalto e di progresso.
E che dire dei cinghiali, simbolo di questa terra, additati dagli agricoltori (e pure dagli automobilisti) come la peste del terzo millennio? «Sono troppi», si urla. I cacciatori accusando gli ambientalisti, gli ambientalisti accusando i cacciatori, qualche onorevole accusando con democristiana sapienza entrambi i fronti in guerra. E magari infilandoci dentro, già che ci siamo, pure i lupi, da sterminare a colpi di doppietta. Ovviamente gli animalisti insorgono, così come insorgono sui piani di contenimento dei piccioni nei centri urbani, dove il guano è ormai un biologico sostituto dell'asfalto.
Dulcis in fundo lo scontro sui ciuchi, che in prima fila vede nientepopodimenoché una ministra della Repubblica italiana. «Le corse dei somari sono una sevizia», tuona la ministra; «Macché, è una gloriosa e onorata tradizione», replicano gli organizzatori di palii, mentre la Regione media, alcuni sindaci svicolano, altri si adeguano e gli animalisti vanno al Tar. Tutti contro tutti, ma uniti su un punto: lo zampirone per far strage di zanzare, la sera in casa, quello non si nega a nessuno.
C'è guerra su tutto, c'è una guerra per tutti, in quest'estate bestiale. Ora è arrivato anche il circo, con tigri e leoni a Castiglione. Ma il circo allo zoo più pazzo del mondo gli fa un baffo. Qui lo spettacolo ce lo si fa da noi.
10 agosto 2011