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La Regione stanzia 800mila euro per l’assistenza sanitaria dietro le sbarre

Stessa garanzia alla salute per detenuti e cittadini liberi

 FIRENZE. Garantire ai detenuti toscani un migliore diritto alla salute esattamente come lo è per tutti i cittadini. Questo l'obiettivo della Regione Toscana che ha approvato una serie di linee di intervento dedicate alla "qualità della salute dei cittadini detenuti", destinando a queste misure 800mila euro per il biennio 2011-12. Il progetto arriva dopo la tragedia avvenuta nel carcere don Bosco di Pisa meno di due settimane fa.  Un detenuto di 61 anni, malato di cancro al polmone e affetto da Hiv, è morto due ore dopo essere stato dimesso dal Santa Chiara. La Procura ha aperto un fascicolo sulla vicenda.  Gli interventi presentati dalla Regione sono dedicati a prevenire il suicidio, fornire assistenza psicologica, telemedicina e telediagnostica, oltre a iniziative specifiche per la salute dei minori in istituto, e l'adozione della carta dei servizi sanitari anche dentro il carcere. L'iniziativa è stata illustrata ieri dall'assessore regionale alla salute Daniela Scaramuccia insieme a dirigenti regional delle carceri e direttori degli istituti per minori.  «La salute è un diritto di tutti indistintamente - ha detto Scaramuccia - tutti, che siano liberi cittadini o detenuti, sono uguali davanti alla malattia e hanno diritto ad avere le stesse opportunità e prestazioni sanitarie». La sanità penitenziaria, ha spiegato ancora Scaramuccia sarà inserita nella valutazione delle Asl. In Toscana, è stato ricordato, il 73% dei 4.552 detenuti (al 31 dicembre scorso) è affetto da almeno una patologia. La maggiore richiesta di interventi riguarda la salute mentale, i disturbi dell'apparato digerente e malattie infettive e parassitarie. In particolare, la salute mentale dei detenuti è compromessa da disturbi legati al consumo di droghe (12,7%) e di tipo nevrotico (10,9%). A queste malattie vanno associati i tentati suicidi che si attestano al 4%. Il 10% dei detenuti ha inoltre alle spalle almeno un episodio di autolesionismo.  Enzo Brogi, consigliere regionale del Pd, ha commentato positivamente
il progetto. «Adesso - ha detto - dobbiamo accelerare su questioni fondamentali come quella dei tossicodipendenti, che non dovrebbero stare in carcere ma avere più trasferimenti in comunità o nei centri di recupero, e come la nomina del Garante regionale dei detenuti, sempre più necessario».

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