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Ho deciso: vendo lumache

Dalle arachidi alle sculture verdi, boom dei nuovi contadini

C'è chi si è messo, caso quasi unico in Italia, ad allevare lumache con moltissime speranze di realizzare buoni affari. Altri hanno scelto le arachidi che fanno tanto America, ma che nei mercati all'aria aperta spopolano grazie all'uso di un enorme tostatore di più di mezzo secolo fa.  Ma qualcuno spopola anche con quella cosa complessa che va sotto il nome di arte topiaria, cioè la tecnica di costruire animali, oggetti e chissà cos'altro utilizzando piante e cespugli, oppure legando degustazioni della specialità toscane ad incredibili quanto spettacolari voli in mongolfiera. Insomma, il mondo dell'agricoltura "alternativa", quella cioè che lega all'uso della terra non tanto le solite attività di semina e raccolta, ma piuttosto idee fortamente innovative, è in piena crescita. E lo mette bene in evidenza il Premio Oscar Green 2011, quinta edizione di un concorso promosso da Coldiretti ed al quale, quest'anno, partecipano ben 77 aziende toscane, una specie di record (nel 2010 furono 52) giustificato da premi finali che regalano spazi pubblicitari su vari giornali.  Il Chianti in mongolfiera. Non è certamente economico, per carità. Ma a Pascal Goldschmidt, toscano di origine svizzera, i clienti non mancano. Chi infatti, avendone la possibilità, rinuncerebbe a volare sulle splendide colline del Chianti, per poi scendere e consumare una bella colazione con i migliori prodotti tipici regionali? «Arrivano diversi italiani, ma ci sono anche inglesi, americani, russi e brasiliani - spiega Pascal, 45 anni -. L'azienda si chiama Poggio al Corzano ed è situata nel comune di San Casciano Val di Pesa. Di solito decolliamo dai campi della fattoria dei miei vicini, famosa proprio per vini e formaggi, parte integrante insieme al prosecco della colazione post-volo. Possono salire da due a cinque passeggeri ed ogni tour non è uguale all'altro perché dipende dal vento. Quindi: San Gimignano, Colle Val d'Elsa, Monteriggioni e Siena. Il prezzo? Intorno ai 240 euro per passeggero».  Lumache offresi. La palma dell'originalità va comunque senza dubbio a Claudia Ceglia e Monia Piga, 37enni provenienti dalla facoltà di veterinaria dell'Università di Pisa. Innamorate degli animali in genere, hanno pensato di creare a Lastra a Signa uno dei pochissimi allevamenti di lumache esistenti in Italia. «Si tratta di un alimento importante, ma che finiva ormai solo sulle tavole degli anziani - racconta Claudia -, anche perché la raccolta in molte regioni è limitata o addirittura proibita. Così alla fine è diventato un prodotto d'importazione e soprattutto di nicchia. Noi adesso abbiamo a disposizione un terreno di 2.500 metri quadrati ed adesso ci apprestiamo alla prima "raccolta". Il nostro mercato? Ristoranti e gruppi di acquisto solidale (Gas), sia in Toscana che fuori regione».  Arachidi e sculture verdi. Se non si sapesse che siamo tra Venturina e San Vincenzo, si potrebbe anche immaginare di trovarsi in Georgia, forse lo stato Usa più famoso per la produzione di arachidi. Invece, Stefania Paggetti, 43 anni, e il marito Marco Razzolini, 47, hanno pensato di dedicarsi proprio a questo frutto della terra. «Sa che ormai la maggior parte delle arachidi arriva dalla Cina? - spiega Stefania -. Abbiamo quindi deciso di recuperare un vecchio tostatore appartenente alla mia famiglia: è stato costruito nel 1951 e funziona a legna. Qui coltiviano le piante e la tostatura la facciamo nei mercati portando la macchina sul posto: pensi che pesa 12 quintali serve un camion per trasportarla».  Di natura diversa l'attività della Romiti e Giusti di Agliana, dove le redini sono passate in mano a due giovani: Luca, classe 1982, e Gabriele, nato invece nel 1986. Per loro parla lo zio Giovanni Romiti: «Abbiamo tantissimi clienti anche dall'estero - racconta al Tirreno -, perché la nostra specialità è l'arte topiaria, cioè la realizzazione di forme di animali, personaggi ed oggetti vari con piante particolari. E così ci siamo trovati a costruire ad esempio l'arco verde che accoglie i visitatori di Gardaland e l'auto di Formula Uno davanti alla sede della Williams di Grove, in Gran Bretagna».  Cavalli per non vedenti. «Tutto è partito da un momento molto commovente - racconta Laura Pallavicini, 29 anni, fiorentina, esperta ed appassionata di cavalli - e cioè quando una volta sono stata invitata in piazza Santa Croce dove ho portato un cavallo. Un ragazzo di 13-14 anni, cieco, si è avvicinata ed ha iniziato a toccarlo, a "guardarlo" con le mani. Ecco, lì è arrivata la folgorazione per il Progetto Centauro che ho messo a punto l'istituto Braille di Firenze». Insomma, cavalli che possono essere cavalcati da non vedenti, anche da soli, a Reggello, in provincia di Firenze.  

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