Colabrodo, ma con dignità

Hanno subito più di 100 gol: «E c'è chi infierisce»

    di Andreas Quirici  Prima Nino che non doveva avere «paura di tirare un calcio di rigore», come cantava Francesco De Gregori. Poi il mediano descritto da Ligabue. Canzoni che incensano gli «altri» calciatori, i gregari e gli insicuri, che tremano davanti alla porta. Prima o poi qualcuno scriverà anche canzoni sui difensori, magari quelli che di gol ne prendono così tanti che, a guardare le classifiche, viene da chiedersi come si fa ogni volta a scendere in campo. In Toscana sono circa 30 le squadre giovanili con più di 100 gol presi fino a questo momento. Numeri da brivido, poco nobili nel calcio di oggi, ma che nascondono storie di ragazzi che nonostante tutto si ritrovano agli allenamenti per il semplice gusto di stare insieme nel nome del calcio. O di società che, malgrado la razzia di giovani campioncini fatta ai loro danni, organizzano comunque le squadre per dare ai giovani un punto di riferimento. Passivi di 15 o 17 reti, ovviamente zero vittorie, altrettanti pareggi, così come i punti incamerati dall'inizio della stagione. Reti fatte davvero poche, mentre quelle subite saltano agli occhi. Meno 136 come gli Allievi B del Fornacette in 16 partite, una media di 8,5 a gara. Oppure il meno 156 dei Giovanissimi B aretini del Virtus Lignano. «E' facile fare le squadre con i ragazzi più bravi - spiega Franco Bolognini, presidente del Virtus Lignano - ma agli altri chi ci pensa? Nei nostri Giovanissimi B qualcuno non aveva mai giocato a calcio. Rimediano passivi pesanti come 15 gol in una partita, ma agli allenamenti sono sempre quasi tutti e si vede che vengono volentieri al campo. E a noi questo basta e avanza».  Scarso fair play. Lo lamentano tutte le società che hanno formazioni-materasso. Il risultato nelle giovanili conta eccome e trovare davanti una squadra che regolarmente incassa tanti gol incita alla goleada. «Ma che senso ha? - chiede Marco Orsini, dirigente del Fornacette - quando a una squadra ne hai dati cinque o sei potresti anche fermarti. Invece vediamo che non c'è cultura sportiva. A noi è capitato di prenderne anche 17 in una partita e di avere battibecchi con gli altri dirigenti. Ma è tutto tempo perso, perché la situazione non cambia». Impensabile che qualcuno si scusi dopo aver segnato tanti gol. «Già, impossibile - sottolinea Sauro Ravai, presidente del Viaccia, una frazione di Prato i cui Giovanissimi B sono nella cerchia di squadra a meno 100 reti subite - vediamo che molte società cercano di umiliare avversari come noi. Più ne fanno e più ne farebbero e, ovviamente, non si scusa nessuno».  Assalto ai migliori. Oltre alla scarsa capacità di fermarsi dopo aver segnato tante reti, emerge anche l'arrembaggio delle società ai giocatori più bravi, con pratiche poco sportive. E che, fatalmente, obbligano chi subisce la razzia di ragazzini dalle brillanti prospettive a doversi arrangiare. E a volte capita come al Gambassi, società dell'Empolese che con i suoi Giovanissimi è già andata oltre i 130 gol subiti o come alla livornese Orlando di avere ben due formazionim Allievi e i Giovanissimi B, nella poco invidiabile lista degli over 100. «E' una situazione straziante - dice Luciano Lari, direttore sportivo del settore giovanile del Gambassi - ma d'altra parte questa è una zona in cui c'è grande ossessione sui ragazzi più bravi. Vengono contattati direttamente durante l'anno e pressati a tal punto che al termine della stagione decidono di cambiare, senza il minimo rispetto per la loro società di appartenenza». Uno scenario simile vissuto dall'Orlando sul fronte livornese, ma a cui la società spera di aver trovato rimedio: «Abbiamo sottoscritto l'accordo con il Milan per diventare il loro settore giovanile nella nostra zona - afferma il dirigente Ennio Allegri, cugino del padre del tecnico rossonero - e adesso speriamo di colmare il divario di attrazione sui giovani con altre società. Qui è una lotta e in molti casi anche scorretta. Chi fa i provinciali a Livorno non riuscirà mai a raggiungere i regionali, perché dovrebbe vincere il campionato, ma deve subire gli attacchi ai suoi migliori elementi con metodi davvero poco eleganti».  Remuntada. Sì, proprio il termine diventato così di moda ultimamente, ma che poco si adatta a squadre che hanno subito così tante reti. Eppure c'è chi pensa di poter recuperare. «Nella prima partita del 2011 abbiamo affrontato la corazzata Margine Coperta e ne abbiamo presi 15 - racconta Massimiliano Valori, allenatore da gennaio dei Giovanissimi del Real Quarrata con un passivo superiore ai 110 gol subiti - ma avevamo numerose assenze. Poi abbiamo recuperato i migliori e in 3 partite abbiamo fatto 7 punti. Parlare di remuntada è forse troppo, ma gli ultimi risultati ci hanno fatto capire che ce la possiamo giocare con tutti».
    15 febbraio 2011

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