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Livorno, uccide a martellate la moglie malata

L’omicida si è costituito ai carabinieri: "Non ce la facevo più a vederla soffrire"

LIVORNO. Una tragedia della disperazione, del malessere psichico che ha distrutto una famiglia e che ha portato un uomo di 66 anni a impugnare un martello e a sfondare il cranio della moglie sessantenne. Ecco quello che è successo ieri mattina ad Antignano, una frazione litoranea di Livorno, dove Giovanni Scotti, idraulico in pensione, ha ucciso la moglie Licia Lambertini. Un omicidio che poteva forse avere una seconda vittima: il figlio di 37 anni della coppia è uscito di casa poco prima del delitto, e in seguito il padre ha spiegato ai carabinieri che la sua intenzione era di uccidere moglie e figlio.

Il dramma è maturato dopo anni di problemi sempre più gravi per la famiglia, che abitava al piano terreno di una palazzina in via Mondolfi 214, in una zona residenziale della frazione. Tutto era iniziato una trentina di anni fa, quando il figlio della coppia restò coinvolto in un gravissimo incidente stradale e rimase in coma per lungo tempo, tanto che ha ancora problemi di salute. Da allora si iniziarono a manifestare i disturbi psichici della donna, che alla fine venne presa in carico dal centro di igiene mentale Frediani. Ma la situazione è diventata sempre più pesante, fino a quando, ieri mattina alle 9, Giovanni Scotti ha preso un martello, è entrato nella camera da letto dove la moglie stava ancora dormendo, le ha coperto la testa con il lenzuolo ed ha sferrato alcuni colpi, sembra un paio, sfondandole il cranio. Subito l’uomo è uscito di casa ed è andato alla vicina stazione dei carabinieri; ha suonato il campanello e al militare che gli ha aperto ha detto senza esitazioni: «Ho ucciso mia moglie a martellate».

Il pensionato ha spiegato che non riusciva più a sopportare quello stato di cose, tanto che aveva pensato di uccidersi, salvo poi pensare che così «non avrebbe risolto la situazione» della moglie e del figlio. Quest’ultimo era uscito di casa per prendere un caffè a un bar vicino poco prima che il padre impugnasse il martello e colpisse la madre, e così ha evitato di essere a sua volta coinvolto nel raptus di violenza del padre. Una volta ascoltato il racconto di Giovanni Scotti, i carabinieri sono corsi alla palazzina: dopo aver abbattuto la porta che era stata chiusa a chiave, hanno trovato il corpo senza vita di Licia Lambertini sul letto. Dopo i rilievi dei militari del gruppo operativo, la salma è stata rimossa e trasportata all’istituto di medicina legale di Pisa dove verrà svolta l’autopsia.

Nel pomeriggio Giovanni Scotti è stato trasferito in procura dove è stato ascoltato dal pm Fiorenza Marrara: il pensionato ha confermato in linea di massima il racconto fatto la mattina ai carabinieri, e alla fine dell’interrogatorio
è stato arrestato per omicidio volontario e trasferito al carcere delle Sughere. Intanto la notizia della tragedia si è sparsa in pochissimo tempo ad Antignano, dove Giovanni Scotti è conosciutissimo per aver gestito sino a una decina di anni fa una ditta di idraulica con il fratello Mario.

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