Il blitz, ad opera di una quindicina di ragazzi a volto scoperto, è avvenuto ieri intorno alle 20
PIOMBINO. Felpe e berretto nero, volto scoperto, un gruppo di una quindicina di giovani ha fatto irruzione alla sede della Croce rossa di via Turati dove poco prima della fine del turno, intorno alle 19,50, c’erano il medico e tre volontari: uno dei ragazzi, senza curarsi della presenza dei volontari, ha scritto sui muri con una bomboletta spray frasi offensive nei confronti della Cri, qualcun altro fuori dalla sede ha versato due barattoli di vernice rossa sulle ambulanze parcheggiate. Uno del gruppo, prima di andarsene, ha detto ai volontari: «Informatevi su cosa avete fatto ieri a Milano».
Sul posto in pochi minuti sono arrivati carabinieri e uomini della Digos, e rapidamente si è capito almeno cosa aveva provocato l’irruzione: la scritta «11 settembre, Solidarietà con i ribelli di via Corelli, Cri assassini», era riferita a un episodio accaduto appunto sabato scorso in via Corelli a Milano, dove in un Cie (Centro identificazione ed espulsione) cinque extracomunitari erano stati arrestati dalla polizia dopo una violenta sommossa, con i detenuti che si erano barricati dando poi fuoco a dei materassi. Tutto in un clima teso dopo che nei giorni precedenti un ragazzo si era rotto una gamba e, secondo altri detenuti del centro, era stato picchiato dalla polizia.
Quel centro milanese è gestito dalla Croce rossa, ritenuta quindi responsabile dei fatti accaduti. L’azione nella sede della Croce rossa piombinese è durata pochi minuti. I giovani non erano armati, ma il loro atteggiamento deciso ha consigliato la massima prudenza ai presenti. Così il gruppo ha finito tranquillamente di fare le scritte, ripetute anche su un muro esterno, prima di allontanarsi a piedi. Le modalità dell’irruzione, soprattutto il fatto che i ragazzi fossero tutti a volto scoperto, ha fatto subito pensare che non si trattasse di gente del posto, tanto più che in zona non ci sono centri sociali o gruppi organizzati dell’area antagonista.
Insomma, l’idea che si è fatta strada già poco dopo l’accaduto è quella che i protagonisti dell’episodio venissero da fuori e avessero scelto la sede piombinese della Cri per la facilità con cui si poteva colpire - la Croce rossa infatti è fuori dal centro e in una zona buia e molto tranquilla - prima di lasciare la città. Carabinieri e polizia quindi indagano sulla presenza di alcuni giovani alla Pinetina di Riotorto, per una specie di raduno convocato da gruppi politicizzati, iniziato venerdì e concluso appunto ieri pomeriggio, che aveva già attirato l’attenzione delle forze dell’ordine. Per questo i volontari presenti nella sede della Croce rossa sono stati sentiti a lungo per provare a tracciare l’identikit di qualcuno del gruppo protagonista dell’irruzione.
13 settembre 2010