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I due evasi da Pisa hanno villeggiato in Versilia

Per gli inquirenti avrebbero trovato vari appoggi in albanesi e italiani in tutte e due le zone

PISA. Presi. Sarebbero stati quasi in vacanza, spaziando fra la Versilia, il litorale pisano, Alba Adriatica e la zona teramana, la costa toscana e quella opposta, confondendosi in mezzo alla gente. Ricostruiti tutti gli spostamenti dei due detenuti che il 26 luglio scorso evasero dal carcere di Pisa, gli albanesi Roland Dedja, 26 anni fra poche settimane, omicida, e Bledar Shehu, 27 anni, accusato di tentato omicidio, spaccio e rapina, bloccati ieri mattina in un appartamento di Porto Recanati, in provincia di Macerata.

Una specie di periodo di ferie dal carcere, snodatosi fra Adriatico e Tirreno, mentre i carabinieri di mezza Italia li cercavano. A stanarli, ieri mattina alle 8.30, sono stati i militari del nucleo investigativo di Brescia in collaborazione con quelli di Teramo. È finita così la lunga fuga, durata 46 giorni, dei due pericolosi criminali. La Versilia, pure vicinissima a Pisa, ma addirittura anche la costa pisana sarebbero state scelte proprio per l'enorme quantità di gente che vi si riversa d'estate, triplicando quasi la popolazione locale e rendendo davvero quasi impossibile trovare qualcuno. Lo stesso discorso sarebbe valso per l'Adriatico, in una continua alternanza di spostamenti fatta proprio ad arte per far perdere le tracce.

Ma sulle orme dei due pericolosi evasi c'erano gli investigatori di tutta Italia e di certo i carabinieri di Pisa, di Brescia, dove Dedja aveva ucciso all'alba del 26 febbraio scorso, in un locale, un connazionale, Shepetim Cupa, 44 anni, per banali motivi di donne, e infine i militari di Teramo, in cui Shehu aveva soggiornato a lungo in passato mettendo a segno diversi colpi.

Si sono spostati dove pensavano di poter contare su appoggi sicuri, sia di connazionali che di criminalità italiana. In merito al loro soggiorno nell'appartamento di Porto Recanati, è al vaglio degli inquirenti la posizione di chi nella casa alloggiava ed anche dei proprietari. Sono in arrivo denunce di favoreggiamento a carico di diverse persone. I due, oltre alle pesanti accuse per cui si trovavano nel carcere di Pisa, omicidio e tentato omicidio, devono ora rispondere di evasione e di rapina ai danni di Lisa Perugino, il medico legale pisano a cui portarono via con violenza, a poche centinaia di metri dal carcere, in via Garibaldi, la Jeep Cherokee con cui fuggirono e che fu ritrovata venti giorni dopo in Piemonte.

I due detenuti fuggirono il 26 luglio scorso dal carcere Don Bosco scavalcando i due muri di cinta, l'interno e l'esterno, con l'uso di lenzuola, a mani nude e con veri e propri voli acrobatici degni di Papillon. Sul caso impegnate tre procure: Pisa, Brescia e Teramo.

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