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Silenzio, c'è Bocelli che accende la magia di una notte di stelle

 LAJATICO. Un girotondo di cavalieri intorno alla colorata stella realizzata dall'artista svizzero Metzler, collocata al centro del laghetto che fa da scenografia all'immenso palcoscenico del Teatro del Silenzio voluto da Andrea Bocelli. Intorno filari di cipressi e da lontano la collina di Volterra. Comincia la magia del Teatro del Silenzio. Suono di campane a festa e la voce dell'attore Andrea Giuntini ("Poesia il suo segno, mia stella interiore") recita l'ultimo verso del poeta Dino Carlesi. E "Stelle" è il titolo della quinta edizione del concerto, diretto da Eugene Kohn, che Andrea Bocelli regala alla sua terra. Tante le stelle arrivate a Lajatico, da Nadia Vezzù a Desirée Rancatore, incantevole nell'"Aria della bambola", a José Carreras, a Zucchero. E la violinista Anna Tifu, che ha strappato lunghi applausi al termine di "Fantasy", tratto da "Carmen".  In abito nero, Bocelli apre il concerto con "Meco all'altar di Venere", tratto dalla Norma. Molto classico il repertorio scelto per il concerto, con brani tratti da celebri opere come Tosca, Otello, il Trovatore, Andrea
Chénier e Carmen o la Traviata. Con un finale a mille, con l'entrata in scena di Zucchero, dopo alcuni brani di Carreras, e un "Libiam nei lieti calici" che ha riunito l'intero cast. Non sarà un arrivederci. Ieri sera è calato il sipario sull'ultima edizione del Teatro del Silenzio. S.C.

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