LA FEBBRE DEL GIOCO

Bingo, grattini, Win e quelle macchinette infernali che rovinano le famiglie

Aumento vertiginoso per le puntate al Superenalotto (+33%), tirano anche scommesse sportive e lotterie

    di Stefano Bartoli Alle slot-machine giocano un po' tutti, cosa facilmente intuibile perché ormai in Italia si mettono ad ogni angolo, quasi come accade a Las Vegas dove non rispettano neanche supermercati e aeroporti. Le puntate on-line sono invece appannaggio quasi esclusivo dei più giovani, mentre per il resto si assiste ad una specie di stratificazione sociale: "gratta e vinci" in testa alla preferenze di donne e anziani, il Bingo che è diventato uno degli intrattenimenti preferiti dai pensionati, il Superenalotto che vede protagoniste fasce trasversali della popolazione.

    Insomma, mai come stavolta, cioè nel bel mezzo di una crisi economica lunga e pesantissima, l'azzardo tira ed incrementa puntate e relative vincite. Lo confermano un po' tutti i protagonisti del mercato, lo ribadiscono agenzie giornalistiche specializzate nel settore come l'Agipro, le cui elaborazioni parlano da sole: basandosi sui dati dell'Aams, cioè l'Azienda autonoma dei Monopoli di Stato, in Italia, con alcune eccezioni come Totocalcio, Lotto e Bingo, non si vedono altro che segni positivi. Qualche esempio? Tra il 2008 e l'anno successivo, più 33,5 per cento per il Superenalotto, più 17,7 per gli apparecchi di intrattenimento, più 3 per le scommesse sportive, più 1,7 per lotterie e "gratta e vinci".

    E il trend è praticamente identico in Toscana dove, pur non esistendo dati complessivi ristretti alla regione, si scoprono cifre da capogiro. Ad esempio, per quanto riguarda i vari "gratta e vinci" si è ampiamente superata la quota di 130 milioni di biglietti venduti (fonte Agipro), mentre da Snai, azienda leader del mercato con sede a Porcari, in provincia di Lucca, fanno sapere che le scommesse sportive nella regione hanno raggiunto la ragguardevole cifra di 273 milioni e mezzo di euro, quelle ippiche di 207 milioni, con Totocalcio e Totogol che fanno da fanalini di coda (2.190.000 euro).

    One-armed bandit. Nella capitale mondiale del gioco d'azzardo, ovviamente sempre Las Vegas, le chiamano appunto "one-armed bandit", cioè "bandito da un braccio solo". Ed hanno ragione, visto che le slot-machine esercitano un fascino ipnotico e sono tra le maggiori responsabili del "compulsive gambling", cioè il gioco che diventa una droga di cui non si può più fare a meno. Ne sanno qualcosa a Empoli e dintorni, dove c'è chi ha perduto l'azienda in pochi mesi, chi ha prosciugato il conto in banca e chi è arrivato perfino a sacrificare il matrimonio. La denuncia arriva dai Sert dell'Asl 11 dove, solo in quell'area, di parla di almeno una cinquantina di famiglie rovinate. E spesso per compiere l'opera si inizia proprio dalle "slot", mentre altre volte sono i giochi a premi come gratta e vinci e il "Win for Life" a diventare vere e proprie ossessioni. Senza dimenticarsi del dilagare dei giochi on-line, come il poker, che stanno facendo un boom di accessi.

    Chissà poi che cosa succederà, quando arriveranno, forse già entro l'estate, le micidiali "videolotteries", macchine da intrattenimento dove si potranno giocare da 50 centesimi a 10 euro per volta con un monte-premi per ogni partita di 5.000 euro, anche se la vera attrattiva sarà la possibilità di puntare a vincere qualcosa come 500.000 euro in un colpo solo.

    Dal popolo al professionista. Ma torniamo un po' a parlare del profilo dei clienti di questo mercato nel quale operano ormai moltissimi soggetti, ma i cui protagonisti principali sono sostanzialmente tre: la già citata Snai, specializzata soprattutto in ippica e scommesse sportive; Lottomatica, a cui fanno capo soprattutto lotto e "gratta e vinci", che ha appena acquisiti un marchio importante come Better; la Sisal, gestore dei superenalotto e dell'ultimo successo "Win for life".

    «Da noi arrivano tutte le tipologie di giocatori - spiega Antonio Saikali, livornese, che in Snai fa il "quotista" - dai ragazzi fino a veri e propri professionisti del gioco. Devo dire, a proposito di questi ultimi, che noi accettiamo anche scommesse di cinquemila o diecimila euro, anche se vanno autorizzate di volta in volta. Comunque è questo il nostro pubblico, visto che ci interessa di più il piccolo scommettiroe, quello del gioco spicciolo, in base al quale costruiamo il fatturato».

    La Cina è vicina. Se le slot-machine sembrano piacere particolarmente ai cinesi che ormai vivono stabilmente in Italia (come raccontiamo a parte), quelli invece che restano in patria sono ormai un caso mondiale di predisposizione al gioco, superiore forse solo ai vicini giapponesi. Se i più facoltosi affollano i casinò di Macao, seconda meta mondiale come fatturato, chi rimane nella Cina "tradizionale", dove l'azzardo è confinato in gran parte nella clandestinità, ha adesso a disposizione un nuovo e subdolo gioco: quando si va al ristorante, al momento di pagare il conto si ricevono "gratta e vinci" in numero proporzionale alla spesa, con premi di varie genere.

    Questa lotteria istantanea è stata inventata dal governo di Pechino per far emettere le ricevute e combattere così l'evasione fiscale. Chissà, vista la mania italiana delle scommesse, potremmo provarci anche da noi, magari per far versare le tasse a chi ne paga meno o non le paga affatto.

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

    18 marzo 2010

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