IL CASO

Occhiali 3D irregolari
niente Avatar a Livorno

La sala 3D del cinema The Space-Medusa di Livorno dove si proietta “Avatar” è stata chiusa perchè nella struttura sono stati sequestrati 500 paia dei occhiali per la visioni di film in 3D. Sembra che il sequestro sia legato all’assenza del marchio “Ce” da questi occhiali. Il caso arriva dopo le denunce delle associazioni dei consumatori a livello nazionale. Ora si pensa di sostituirli con occhiali usa-e-getta

    di Luciano De Majo LIVORNO. Occhialini sequestrati e sala 3D chiusa alla multisala The Space-Medusa di Porta a terra. Fino a quando non si sa: i gestori del cinema sperano di risolvere tutto in tempi brevi o, come dicono loro, «ragionevoli». Per ora, la visione di “Avatar” in tre dimensioni non sarà possibile.

    E’ stata la Guardia di Finanza, nei giorni scorsi, a presentarsi al cinema ritirando qualcosa come 500 paia di occhiali forniti dalla “Dolby” e ponendo fine, almeno temporaneamente, alle proiezioni in 3D. Si tratta di un sequestro amministrativo: niente che faccia pensare all’esistenza di un’indagine di natura penale.

    Un episodio curioso che scaturisce, dunque, dalla denuncia di cui molti giornali parlano da giorni, avanzata a livello nazionale dal Codacons sulla possibile tossicità di questi oggetti. A quanto si è appreso da fonti vicine alla gestione della multisala, la motivazione del sequestro è l’assenza del marchio “Ce” da questi occhiali, che attesta la conformità a determinati standard stabiliti dalla Comunità europea.

    La stessa proprietà del cinema fa notare che le aziende che forniscono gli occhiali accompagnano la consegna di questi oggetti con una serie di certificazioni che riguardano la sicurezza. Gli occhiali sequestrati sono di quelli che gli spettatori riconsegnano alla fine della proiezione, ma nelle prossime settimane la multisala di Porta a terra avrebbe imboccato un’altra strada, scegliendo un altro fornitore (la società “Real D”) che distribuisce occhiali “usa e getta”, anch’essi ovviamente muniti di specifica certificazione sulla sicurezza.

    Ciò significa che gli spettatori, al termine del film, avrebbero potuto portare con loro gli occhialini e gettarli. Oppure conservarli e riutilizzarli, magari in occasione di un’altra visita al “Medusa”. L’operazione di sostituzione degli occhiali, a quanto si è capito, andrà avanti. Resta da capire quando sarà possibile concretizzarla: gestori del cinema e Finanza ne stanno discutendo.
    10 febbraio 2010

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