I FUNERALI DEL CT BALLERINI

In migliaia per l'addio a Ballero - Video
quell'ultima corsa Ritratto

La bara è arrivata in chiesa avvolta in una bandiera olimpica tra le acclamazione della folla che gridava "Forza Franco".

    Dolore, sgomento e migliaia di persone per dare l'ultimo saluto a Franco Ballerini, ct della nazionale di ciclismo morto in un incidente avvenuto durante un rally nel Montalbano. La bara è arrivata in chiesa avvolta in una bandiera olimpica tra le acclamazione della folla che gridava "Forza Franco".

    "Franco adesso è con i grandi campioni: Girardengo, Binda, Guerra, Coppi e Bartali e anche con Pantani. Marco ti chiederà: che ciclismo hai lasciato laggiù? e tu gli devi rispondere: un ciclismo migliore da quando abbiamo iniziato la battaglia per cacciare i mercanti di falsità dal tempio". Così Alfredo Martini, mitico ct della Nazionale di ciclismo, nella sua orazione funebre al termine delle esequie per Franco Ballerini.

    Una orazione commovente: "Franco - ha detto - si sta incamminando per una strada che lo porterà lontanissimo in quell'azzurro immenso che lui amava tanto".

    La camera ardente è stata riaperta alle 8. La camera, allestita alla Misericordia di Casalguidi, era rimasta aperta fin oltre la mezzanotte ma "fino all'una le persone volevano entrare per salutare il 'Ballero'", hanno detto gli addetti al servizio. I funerali sono stati celebrati nella chiesa di Casalguidi alle 15.

    Sul feretro di Ballerini sono state appoggiate la maglia olimpica, la maglia della nazionale e quella di campione del mondo. Oltre alle maglie di Bettini e Cipollini che ricordano i titoli vinti, sul feretro che accoglie il corpo di Franco Ballerini c'è anche una pietra della Parigi-Roubaix che viene data ai vincitori della corsa più celebre del circuito francese.  Le esequie sono state trasmesse anche su un grande schermo allestito sul sagrato. Nella sala anche tantissimi fiori: quelli della famiglia ma anche quelli della Federazione ciclismo, quelli del Comune, quelli della Regione Toscana.

    Tanti e commossi i messaggi lasciati sui libri ad memoriam, tra questi la lettera di un ciclista, collega di Ballerini, che scrive: "Il mio impegno sarà diffondere i tanti tuoi messaggi. Lo farò per te, per me, per i tanti ragazzi che meritano di conoscere il vero Ballero, quello della Roubaix, quella della dolcezza, quella vera amicizia".

    "Non ho più lacrime". Così Alfredo Martini, ct storico della nazionale di ciclismo e 'padre' sportivo di Franco Ballerini. Martini, accompagnato da alcuni ex ciclisti della nazionale, è arrivato alla camera ardente allestita alla misericordia di Casalguidi con gli occhi asciutti. "Ho perso un figlio - ha detto - e per questo non ho più lacrime".

    La mano appoggiata sulla bara, un rapido segno della croce e poi solo un 'ciao'. Così Renato Di Rocco, presidente della Federazione ciclistica nazionale e presidente dell'Uci ha salutato Franco Ballerini. "Franco è stato più di un commissario tecnico, Franco era il ciclismo, la faccia pulita del ciclismo - ha detto Di Rocco arrivando a Casalguidi dove è allestita la camera ardente -. Era il suo approccio che conquistava tutti, il suo modo di fare squadra, la sua forza di atleta, di farsi rispettare. Erano i suoi valori che l'hanno fatto essere un grande uomo, e un grande atleta".

    Sul vuoto lasciato da Ballerini alla guida dalla nazionale, Di Rocco ha detto "adesso non è il momento, non abbiamo la forza ne il coraggio di pensare alla sua successione".

    C'erano anche i grandi campioni di ieri a rendere l'ultimo saluto a Franco Ballerini: Felice Gimondi e Beppe Saronni sono arrivati alla camera ardente a Casalguidi per ricordare "un grande uomo e un grande ciclista".

    "E' stato un uomo onesto e corretto. Il ciclismo perde un personaggio che ha interpretato il suo essere ct e l'essere atleta in modo egregio - ha detto Gimondi - Ricordo quella Roubaix che ha corso con le nostre biciclette: meritava di vincere anche quella e sarebbero state tre".

    Franco Ballerini "fa parte di quel ciclismo che sembra il ciclismo del passato - ha detto Saronni - Il ciclismo perbene, fatto di persone che si davano la mano, corrette, oneste, quel ciclismo buono che era fatto di persone e di rispetto. Quelle correttezza - ha concluso Saronni con le lacrime agli occhi - che sembra mancare oggi".

    "Sono stati due ciclisti onesti. Adesso sono insieme in paradiso". Lo ha detto il padre di Marco Pantani poco prima della celebrazione delle esequie di Franco Ballerini. "Franco è stato molto vicino a Marco nei momenti di difficoltà. Ci scommetto, saranno insieme in Paradiso, ha detto il padre di Pantani.
    09 febbraio 2010

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