di Roberto Cestari
PALERMO. «Quando li abbiamo trovati nel canale di Sicilia c’era una burrasca di maestrale forza 8 con onde di 4 metri. Ora li stiamo scortando, mentre c’è anche una vedetta maltese e ne sta arrivando una italiana. A noi hanno detto che dovrebbe arrivare una nave libica per riportarli da dove sono partiti».
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Parole raccolte ieri sera alle 21,30 al telefono da Mariano Adragna, il comandante della petroliera livornese “Antignano”, 40mila tonnellate, 22 uomini di equipaggio, del gruppo armatoriale D’Alesio, che da venerdì sera sta scortando un barcone con 200 immigrati a bordo partito dalle coste della Libia. Il barcone, su cui si trovano anche alcuni ragazzini e, sembra, anche qualche donna, è stato salvato da un probabile naufragio dall’intervento della cisterna italiana, che, diretta in Libia, ha modificato al sua rotta per mettersi sopravvento al barcone e fare da scudo alla violenza del mare e del vento. Adesso la situazione dei clandestini che dopo aver lasciato le acque libiche ed essere entrati in quelle maltesi stanno puntando verso l’Italia, è poco chiara, se non addirittura caotica: verso il barcone stava navigando anche una motovedetta italiana.
«L’ammiraglio Pollastrini mi ha detto che la nostra vedetta avrebbe preso a bordo i migranti del barcone», ha detto ieri sera intorno alle 21 l’armatore Nello D’Alesio. Poi sembrava che la vedetta italiana si sarebbe limitata a fare assistenza in caso di necessità, anche se a bordo ha anche alcuni medici per verificare lo stato di salute degli immigrati. Intanti il barcone, in un mare che per fortuna si è notevolmente calmato, ha proseguito la sua navigazione verso l’Italia.
L’odissea dei 200 era inziata venerdì, quando il barcone si è trovato in mezzo alla burrasca e qualcuno dei migranti ha chiamato con un telefono satellitare dei parenti in Italia, e questi hanno dato l’allarme, e il comando delle Capitanerie ha dirottato sul punto l’“Antignano”. «Erano affamati, oltre a prestare assistenza per evitare che la barca soffrisse troppo per il mare, abbiamo dato loro acqua e anche cibo caldo - ha spiegato il comandante Adragna - il barcone, nonostante tutto, ha continuato a navigare sulla sua rotta».
La giornata di ieri è stata contrassegnata da un giallo diplomatico: le autorità maltesi - secondo indiscrezioni raccolte alla Valletta - avrebbero infatti autorizzato Tripoli a inviare la nave da guerra Al Hani per riportare in Libia gli immigrati. Eppure, nonostante l’autorizzazione maltese, dalla Libia non sarebbe salpata alcuna unità militare.
In serata il portavoce delle forze armate maltesi Ivan Consiglio ha puntualizzato: «Le nostre autorità non si stanno occupando del barcone, in quanto il comandante della petroliera italiana Antignano è in contatto con la centrale operativa delle Capitanerie di porto di Roma».
Una versione smentita dal comandante Adragna che ha riferito al telefono con la nostra redazione di come la vedetta maltese fosse presente e molto vicina al barcone degli immigrati.
26 ottobre 2009