Si parte a gennaio. La Toscana prima regione ad attuare le norme
di Carlo Bartoli
FIRENZE. La Toscana è in prima fila sul fronte dei controlli per evitare che ferrovieri, conducenti di autobus, guardie giurate, marittimi, controllori di volo facciano uso di droghe. Alla fine di ottobre, la Toscana ha infatti approvato, prima regione in Italia, una delibera per dare piena attuazione alle norme per il controllo dei lavoratori «destinati a mansioni che comportano rischi per la sicurezza, l’incolumità e la salute di terzi». La delibera dunque c’è, le direttive delle Aziende sanitarie locali pure, ma i controlli ancora non sono partiti, anche se le principali aziende di trasporto pubblico giurano che le visite scatteranno prestissimo, già a gennaio.
Dopo diciotto anni di attesa, tanto ha impiegato il Parlamento a dare attuazione a quanto previsto dal Testo unico sugli stupefacenti, non saranno poche settimane di ritardo a mettere a rischio l’incolumità pubblica, ma il caso di Roma, con un automobilista investito da un pullman condotto da un autista positivo alla cocaina, segnala che occorre fare in fretta e fare bene. In appena un mese e mezzo, la Regione ha approvato una delibera che stabilisce criteri e modalità per accertare che non siano tossicodipendenti i conducenti di autobus, macchinisti, controllori di volo, uomini delle forze armate e dei vigili del fuoco. Le norme stabiliscono che i lavoratori risultati positivi vengano immediatamente sospesi dal servizio e avviati al Sert per la disintossicazione, ma non licenziati, in modo da neutralizzare il possibile pericolo per la collettività.
La delibera della Regione messa a punto dall’assessore alla Salute Enrico Rossi è molto severa nella predisposizione dei controlli, che verranno fatti dando un preavviso massimo di 24 ore. Per chi non accetta di sottoporsi al controllo senza giustificato motivo scatta immediatamente la sospensione e in caso di mancata presentazione c’è l’obbligo di sottoporre il dipendente ad almeno tre controlli tossicologici a sorpresa nei successivi trenta giorni. Oltre al test annuale, tramite esame delle urine, la delibera prevede accertamenti «per ragionevole dubbio» e dopo un incidente. Chi viene trovato positivo dovrà inoltre essere sottoposto a monitoraggio cautelativo a cadenza mensile prima di riprendere servizio.
«I controlli - spiega Giuseppe Petrioli, responsabile del dipartimento prevenzione dell’Asl di Firenze - devono essere a sorpresa perché nell’urina si evidenzia la presenza di cannabis per circa una settimana e di eroina per un tempo che oscilla tra i 5 e i 15 giorni. Di sicuro, la norma nazionale ha un punto debole, in quanto prevede che siano controllati solo i lavoratori dipendenti e non chi opera come libero professionista». Alla Copit, spiega il direttore amministrativo Giuliano Martignoli, è già stata stipulata una convenzione per effettuare i controlli e i circa 280 autisti della società pistoiese «saranno sottoposti al test entro la prossima primavera, anche se la legge concede tempo fino al settembre 2009».
Secondo Maurizio Varese, presidente del Cat di Massa Carrara, con questo tipo di controlli «scopriremo i consumatori abituali e non gli occasionali, ma comunque è già un passo avanti. Peccato che non siano previsti controlli per l’alcol che resta la droga più diffusa». Massimo Roncucci, presidente di TraIn e coordinatore toscano di Asstra, il raggruppamento delle aziende del trasporto di Cispel, assicura che «gli esami per le visite che precedono le assunzioni sono già in corso; per queste ci avvaliamo delle strutture delle Ferrovie o delle Asl, mentre ci stiamo ancora attrezzando per i test annuali». TraIn, ad esempio, si avvarrà della collaborazione dell’Università per controllare già a partire dalle prime settimane dell’anno i 360 autisti in servizio. Anche Fabio Maddii della Lfi parla di un’attesa dovuta semplicemente a «tempi tecnici».
23 dicembre 2008