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Al Centro Pecci conferenza di Alfredo Cisternino

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Nel 1988 Mark Wigley e Philip Johnson curano per il MoMA la mostra Deconstructivist architecture, in cui l’opera di sette architetti è associata alla fortunata formula di “architettura decostruttivista”. Lo spunto viene dal supposto comune interesse di Rem Koolhaas, Zaha Hadid, Coop Himmelb(l)au, Frank O. Gehry, Bernard Tschumi, Peter Eisenman e Daniel Libeskind per il Costruttivismo russo. Nella maggior parte dei casi tale interesse si concentra sulle tendenze anti-costruttive e formaliste delle avanguardie russe, combinandosi con le teorie della decostruzione nel pensiero di Jacques Derrida.

Dietro tale formula si cela l’urgenza, protrattasi almeno per i tre decenni precedenti, di storicizzare le avanguardie di primo Novecento. Così, nonostante l’aperta pretestuosità del termine, la definizione rivela, nel tempo, una certa efficacia nel sintetizzare un’importante componente della ricerca contemporanea in campo architettonico.

Alfredo Cisternino insegna all’Università di Genova, al Politecnico di Milano, al Florence Institute of Design International e presso il programma di semestre all’estero del Marist college di Poughkeepsie (New York, USA). Ha svolto attività di ricerca presso il Politecnico di Milano e il Centre Pompidou a Parigi. Ha insegnato nelle Università di Firenze e Perugia e alla Domus Academy a Milano. Le sue pubblicazioni vertono sull’architettura francese di primo Novecento e sul dibattito teorico nella cultura architettonica degli ultimi decenni.

Mercoledì 14 febbraio ore 21 al Centro Pecci conferenza di Alfredo Cisternino su Da Bernard Tschumi a Zaha Hadid. Architettura decostruttivista. Ingresso 5 euro singolo incontro, 4 euro soci Centro Pecci. Ingresso libero per disoccupati e studenti di ogni ordine e grado (documentati).

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