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Settimana di studi del Datini intitolata  "Reti marittime come fattori dell’integrazione europea”

Prato, domenica 13 si apre la cinquantesima settimana di studi organizzata dalla Fondazione istituto internazionale di storia economica “Datini” 

PRATO. Nozze d’oro tra Prato e la storia dell’economia grazie alla fondazione istituto internazionale di storia economica “Datini” che organizza, appunto, la cinquantesima settimana di studi che si terrà da domenica 13 al 17 maggio con il tema “Reti marittime come fattori dell’integrazione europea”.
 
«Un tema – spiega Giampiero Nigro direttore scientifico della fondazione – scelto, come sempre, tre anni prima della data. Perché non si tratta di un convegno ma di giornate scientifiche dove i relatori durante i tre anni che le precedono hanno il tempo di prepararsi, compiere studi e fare ricerche sul titolo della settimana di studi che diamo loro. E il tema che andiamo a trattare quest’anno – aggiunge il professor Nigro – è attualissimo. Il problema dell’integrazione nel Mediterraneo e nelle coste atlantiche è un ragionamento utile per il futuro».
 
L’inaugurazione della settimana di studi è per domenica 13 alle ore 18 in palazzo comunale, la sera (ore 21) nella chiesa di San Francesco concerto per organo e soprano. Il 14 alle ore 9 si parte con “In che modo le rotte di navigazione sono servite come elemento di connessione? ”. Tutte le giornate di studi (14, 15, 16 e 17) si terranno presso l’aula magna del Pin. E la riflessione dei primi tre giorni affronterà le rotti navali europee come elemento di connessione e di contaminazione fra aree geografiche e sfere commerciali.
 
«Ad affiancare gli studiosi che arrivano a Prato – dice Nigro – ci sarà un gruppo di ricercatori, 16 studiosi di varie università europee, che partecipano al seminario avanzato’Datini/Ester’organizzato dalla fondazione Datini e dall’istituto Posthumus di Leiden». Quaranta i membri del comitato scientifico, italiani e di tutta l’Europa occidentale e anche della Russia e poi, fra gli altri, di Israele fino ad Ankara a dimostrazione dell’importanza di questo evento. Giammarco Piacenti, presidente della fondazione, fa una valutazione legata a Francesco di Marco Datini e a Prato.
 
«La nostra città – commenta – dovrebbe considerare il Datini una sorta di mentore che ci parla. Guardare quindi al passato per guardare al futuro. Noto che spesso si parla di Prato in maniera negativa oppure eccessivamente positiva invece andrebbe capito cosa vogliamo fare da grandi. Si guarda a quello che vogliamo fare domani ma non c’è un tracciato di ciò che vorremmo guardando più avanti negli anni». Ecco l’invito di Piacenti agli imprenditori, alle banche, alle assicurazioni. «In generale a tutti gli uomini – dice – di sentirsi responsabili». Piacenti invita quindi agli appuntamenti il mondo dell’industria, del commercio, delle banche, della comunicazione.
«E sono sicuro – sottolinea Piacenti – che fra i nostri concittadini ci sono dei Datini nascosti». Poi il presidente della fondazione lancia l’idea maturata un anno fa: una sorta di premio intitolato a Datini, strumento per dialogare con le altre città basi
del mercante pratese. Sia quelle italiane come Genova o Pisa e quelle estere. «Sarebbe interessante ricreare la rete datiniana di quelle città che sono state la sua base. Ma per fare questo – termina Piacenti – servono forze da unire. Più voci della città per dare vita a questa cosa». 

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