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La Birmania raccontata dagli splendidi scatti di Alessandro Moggi

La mostra ospitata dalla galleria Lato di Prato raccoglie 69 foto frutto di un viaggio-avventura al fianco dell’americano Steve McCurry

PRATO. Metti un guru mondiale del reportage fotografico insieme a un fotografo pratese, più specializzato nel campo della moda e con collaborazioni prestigiose per riviste internazionali. Si sono incontrati e, scatto dopo scatto, gomito a gomito in quei 15 giorni intensi in terra di Birmania, ne è nato un feeling che ora viene documentato attraverso la storia di un emozionante viaggio per immagini: 69 suggestive fotografie che fanno parte della mostra "Moggi follows McCurry" , in programma fino al 30 maggio alla galleria Lato di piazza San Marco. Compagni di viaggio speciali, l’americano Steve McCurry e il pratese Alessandro Moggi per un’avventura che li ha visti protagonisti insieme a gennaio, alla scoperta di un luogo indimenticabile come la Birmania.

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Colpisce in mostra la serie di scatti dedicata ai monaci buddisti, caratterizzata colori intensi e sguardi profondi: trasuda la volontà del fotografo pratese di scavare nel vissuto dei personaggi, facendo tesoro dei segreti del maestro americano appresi durante il viaggio. Armato di reflex al collo, Moggi ha voluto condividere le emozioni di questo viaggio indimenticabile con una mostra che alla galleria Lato sta attirando centinaia di visitatori (aperta dall’11 aprile, è visitabile dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19): porte aperte anche giovedì 15 maggio, a partire dalle 21, nell’ambito di una serata organizzata dal fotoclub “Il Bacchino ” in cui Moggi racconterà la sua esperienza.

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«Arrivano tanti visitatori da fuori Prato, complice il richiamo del nome McCurry. Qualcuno ci chiede di aprire la galleria anche di sabato e domenica», fa sapere il fondatore della galleria Lato Luca Gambacorti. E pensare che Moggi era partito alla volta della Birmania con l’idea di realizzare un documentario per filmare il lavoro di McCurry. Il documentario c’è e dura 15 minuti, anche quello visibile tra le sale della Lato. Ma era impossibile tenere in un cassetto l’obiettivo.

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«La mia vita da 35 anni è fatta di fotografie – racconta Moggi - e quando sei in un posto come la Birmania ti scappa da fotografare a ogni angolo». A stare a fianco di uno come McCurry s’imparano alcune regole basilari del reportage di viaggio. «Fondamentali – ammette Moggi – sono il rispetto dei luoghi dove vai, portare con sé un solo obiettivo, confidenza con l’ambiente, concentrazione e sveglia all’alba». Sulle tracce del popolo birmano il fotografo pratese ha ceduto alla tentazione di caricare i suoi scatti sul proprio account Instagram @alessandromoggi , compatibilmente con la connessione Internet a rilento: per ammirare le foto basta rintracciare l’hashtag #moggifollowsmccurry oppure collegarsi al sito http://www.alessandromoggi.com/it/1-portfolio/216-burma.html

Insomma un altro bel fiore all'occhiello per il fotografo pratese, titolare dello

studio fotografico Righi di via Garibaldi, che quest'anno festeggia i 60 anni di attività, una delle attività storiche della città di Prato che ormai lavora in tutto il mondo.

 

 

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