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Il Comune ha fatto rimuovere la corona di CasaPound

Il vice sindaco: "Mi vergogno per quei ragazzi". Per il questore è tutto regolare. Bosi (Pd): "Anziché dividersi tra antifascisti sarebbe meglio fare fronte comune"

PRATO. Il Comune ha fatto rimuovere ieri mattina, 11 settembre, la corona di alloro deposta dai militanti di CasaPound ed Etruria 14 davanti alle mura del Castello dell’Imperatore. La decisione arriva dopo le polemiche innescate dal raduno di militanti di estrema destra che domenica pomeriggio hanno commemorato alcuni fascisti uccisi da un gruppo di partigiani guidati da Marcello Tofani, detto Tantana, il 7 settembre 1944, il giorno dopo la liberazione di Prato. Una manifestazione contestata a gran voce da un gruppo di militanti di sinistra.

«Sì, la corona l’abbiamo tolta e la toglieremo sempre se dovessero rimettercela - conferma il vice sindaco Simone Faggi - perché dietro a questa iniziativa c’è il tentativo di parificare quello che non è parificabile, cioè la Resistenza col Ventennio fascista, al di là del fatto storico. Mi vergogno per quei ragazzi che si sono schierati davanti al Castello e per la macchietta del “capo plotone” (il consigliere comunale di Carmignano Mauro Scarpitta, ndr), si passa il senso del ridicolo di qualche chilometro».

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Lunedì alcuni partiti e associazioni di sinistra (tra cui Cgil, Sinistra italiana e Rifondazione) avevano protestato chiedendo perché Comune, Prefettura e Questura non avessero vietato la manifestazione. La competenza su questo, come spiega la prefetta Rosalba Scialla, è della Questura, «che evidentemente non ha ravvisato alcun motivo per vietarla. Il questore Alessio Cesareo è ancora più deciso. «I manifestanti di CasaPound erano in regola - dice - Gli altri un po’ meno perché la loro manifestazione non era autorizzata. A noi spetta di garantire l’ordine pubblico e questo abbiamo fatto. L’iniziativa di CasaPound era stata adeguatamente preannunciata. Se poi qualcuno vuole vederci un’apologia del fascismo può rivolgersi alla Procura». Quanto alla corona (che è stata deposta in un momento successivo, ndr), il questore dice che «è un problema del Comune, che era stato avvertito».

C’è poi una polemica tutta interna alla sinistra. «Non vorremmo che questo silenzio e queste autorizzazioni - hanno scritto Cgil e compagni - fossero dovute ad un bieco calcolo politico: quello di far rialzar la testa a simili rigurgiti per poi passare all’incasso con appelli al fronti unici in vista di appuntamenti elettorali prossimi».

«Ricordo a tutti - replica il segretario del Pd Gabriele Bosi - che questo sindaco ha ricevuto recentemente minacce esplicite accompagnate da simboli neofascisti. Forse sarebbe il caso di fare fronte comune su queste cose, invece di dividersi tra antifascisti».

«È stucchevole che si continuino a fare questi distinguo - aggiunge Faggi - Se si pensa che l’antifascismo sia dire alle istituzione cosa fare o non fare, anziché muoversi, non si va da nessuna parte».

«I soliti quattro ben noti emarginati della città - aveva commentato a caldo il circolo Etruria 14 - hanno provato ad interrompere la commemorazione, urlando scompostamente durante il minuto di silenzio, aizzando alcuni immigrati africani e tentando, invano, di trovare il sostegno dei perplessi passanti».

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