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Tensione tra sinistra e CasaPound alle Carceri

PRATO«Questi commemorano i franchi tiratori fascisti, quelli che sparavano ai cittadini come voi, e voi non sapete nemmeno Bella Ciao…». Così urla in un video un contestatore della manifestazione...

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«Questi commemorano i franchi tiratori fascisti, quelli che sparavano ai cittadini come voi, e voi non sapete nemmeno Bella Ciao…». Così urla in un video un contestatore della manifestazione organizzata ieri pomeriggio da CasaPound in piazza Santa Maria delle Carceri, per ricordare le vittime di una rappresaglia partigiana pochi giorni dopo la liberazione della città dalle truppe nazifasciste. Una contestazione ufficialmente spontanea, di chi si trovava a passare di lì all’ora dello struscio. In realtà nei giorni scorsi l’Anpi, l’associazione degli ex partigiani, aveva chiesto invano alla Prefettura di vietare la manifestazione di CasaPound e così alcuni militanti di sinistra hanno deciso di fare sentire la propria voce per dare una scossa a quella che calcolano o sperano sia la maggioranza silenziosa.

L’immagine dei simpatizzanti di estrema destra davanti al Castello dell’Imperatore ha incendiato gli animi: una ventina di giovani schierati in file militari e capeggiati da Mauro Scarpitta, consigliere comunale di una lista civica di destra a Carmignano. Nessuno ha osato fare il saluto romano, ma la presenza del “reparto” schierato accanto alla lapide che ricorda i tanti pratesi deportati nei campi di sterminio e mai tornati non è stata digerita.

La cosa si ripete da tre anni, con una sostanziale differenza. Nei primi due anni la commemorazione di CasaPound è avvenuta in sordina: qualcuno lasciava una corona accanto al muro la sera tardi o la mattina presto. Ieri invece i militanti dell’associazione di estrema destra, insieme a quelli del circolo Etruria 14, si sono presentati nel pomeriggio di una domenica molto affollata. A controllare che i due gruppi non venissero in contatto ci ha pensato la Digos e dopo qualche schermaglia verbale tutti si sono allontanati senza venire alle mani.

L’episodio a cui fa riferimento CasaPound avvenne pochi giorni dopo il 6 settembre 1944 quando Marcello Tofani, detto Tantana, insieme ad alcuni compagni catturò alcuni fascisti (il numero esatto non è mai stato accertato)

e li uccise davanti al Castello dell’Imperatore. Successivamente lo stesso Tofani rintracciò a Milano Guido Cecchini, militante della Repubblica sociale italiana, ritenuto responsabile della brutale uccisione del fratello di Tofani, e lo uccise a colpi di pistola. — P.N.

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