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Contestazione a CasaPound: "Questi commemorano i fascisti e voi zitti: svegliatevi!" - Video

Tensione a Prato durante il raduno della formazione di estrema destra. Un gruppo di militanti di sinistra ha esortato la "maggioranza silenziosa" a reagire. Un gruppo di associazioni punta il dito contro Prefettura, Comune e Questura per la concessione del permesso

Proteste contro CasaPound: lo sfogo del contestatore: "Svegliatevi!" Un gruppo di militanti di sinistra ha cantato Bella Ciao durante il raduno dei simpatizzanti di estrema destra che commemoravano alcuni fascisti uccisi dopo la liberazione di Prato. L'ARTICOLO

PRATO. "Questi commemorano i franchi tiratori fascisti, quelli che sparavano ai cittadini come voi, e voi non sapete nemmeno Bella Ciao…". Così urla in un video un contestatore della manifestazione organizzata ieri pomeriggio, 9 settembre, da CasaPound in piazza Santa Maria delle Carceri, per ricordare le vittime di una rappresaglia partigiana pochi giorni dopo la liberazione della città dalle truppe nazifasciste. Una contestazione ufficialmente spontanea, di chi si trovava a passare di lì all’ora dello struscio. In realtà nei giorni scorsi l’Anpi, l’associazione degli ex partigiani, aveva chiesto invano alla Prefettura di vietare la manifestazione di CasaPound e così alcuni militanti di sinistra hanno deciso di fare sentire la propria voce per dare una scossa a quella che calcolano o sperano sia la maggioranza silenziosa.

Il raduno di Casapound in piazza...
Il raduno di Casapound in piazza Santa Maria delle Carceri (foto Sproviero/Batavia)

L’immagine dei simpatizzanti di estrema destra davanti al Castello dell’Imperatore ha incendiato gli animi: una ventina di giovani schierati in file militari e capeggiati da Mauro Scarpitta, consigliere comunale di una lista civica di destra a Carmignano. Nessuno ha osato fare il saluto romano, ma la presenza del “reparto” schierato accanto alla lapide che ricorda i tanti pratesi deportati nei campi di sterminio e mai tornati non è stata digerita.
La cosa si ripete da tre anni, con una sostanziale differenza. Nei primi due anni la commemorazione di CasaPound è avvenuta in sordina: qualcuno lasciava una corona accanto al muro la sera tardi o la mattina presto. Ieri invece i militanti dell’associazione di estrema destra, insieme a quelli del circolo Etruria 14, si sono presentati nel pomeriggio di una domenica molto affollata. A controllare che i due gruppi non venissero in contatto ci ha pensato la Digos e dopo qualche schermaglia verbale tutti si sono allontanati senza venire alle mani.

Uno dei contestatori di sinistra
Uno dei contestatori di sinistra

L’episodio a cui fa riferimento CasaPound avvenne pochi giorni dopo il 6 settembre 1944 quando Marcello Tofani, detto Tantana, insieme ad alcuni compagni catturò alcuni fascisti (il numero esatto non è mai stato accertato) e li uccise davanti al Castello dell’Imperatore. Successivamente lo stesso Tofani rintracciò a Milano Guido Cecchini, militante della Repubblica sociale italiana, ritenuto responsabile della brutale uccisione del fratello di Tofani, e lo uccise a colpi di pistola.

La polizia identifica alcuni...
La polizia identifica alcuni contestatori

Oggi, 10 settembre, è arrivata una forte presa di posizione di una serie di partiti, sindacati e associazioni di sinistra (Cgil, Sinistra Italiana, Potere al Popolo, Rifondazione Comunista, Associazione Dicearchia 2008, Associazione Le Mafalde, Left Lab, MeltinPo) che chiamano in causa il Comune e la Prefettura.

"Esprimiamo stupore e forte disappunto - si legge in una nota - per la concessione dell’autorizzazione concessa a un presidio ieri in piazza delle Carceri che ha fatto sfoggio, nelle motivazioni e nello svolgimento, di evidente apologia del fascismo (e dei fascisti) “sfregiando” con tutto ciò non solo la storia di una città come la nostra medaglia d’argento per la resistenza, ma – specificamente – anche la memoria delle deportazioni che proprio una targa ricorda in quel luogo. Perché le istituzioni – Comune, prefettura, Questura ecc – hanno concesso l’autorizzazione o comunque non si sono opposte? L’amministrazione non aveva disposto la non concessione degli spazi a chi non avesse fatto pubblica dichiarazione di riconoscersi nei valori anti fascisti?".

"Chiediamo che le forze politiche prendano pubblicamente le distanze da tutto questo e condannino l’accaduto. E non lo facciamo solo per il rispetto dei drammi del passato, ma anche per il presente e soprattutto per il futuro. Per due motivi: il clima che si sta registrando nel paese è di montante razzismo e xenofobia, e richiede non solo dichiarazioni di facciata e mobilitazioni mediatiche, ma anche una ferma condanna diffusa sui territori e in tutte le città. Il secondo motivo, strettamente legato al primo, è che non vorremmo che questo silenzio – e queste autorizzazioni – fossero dovute ad un bieco calcolo politico: quello di far rialzar la testa a simili rigurgiti per poi passare all’incasso con appelli al fronti unici in vista di appuntamenti elettorali prossimi. Sarebbe ignobile, sull’anti fascismo (e anti razzismo) non si gioca! Noi continueremo – così come abbiamo fatto con la partecipazione al presidio organizzato da Anpi venerdì scorso proprio in Piazza delle Carceri e contestando poi l’appuntamento - ad opporci in ogni modo a tutto questo, appunto per il presente e per il futuro. La politica, e diremmo la città tutta (se si escludono appunto rari casi registrati) esca da un silenzio che su questi temi – al di là delle volontà – non è mai neutro e rischia di farsi complice. La condanna delle leggi razziali e poi il silenzio e l’autorizzazione di tutto questo sono fatti che stridono, non vorremmo pensare che essa sia stata – a livello nazionale - una condanna di circostanza. E’ arrivato il momento – anche a Prato – per autorità e forze politiche, di dimostrarlo".

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