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Tamburi, bandiere maschere e trampolieri per un corteggio super

Tantissimi cittadini hanno affollato le vie del centro per assistere alla sfilata La giornata semifestiva e il clima favorevole hanno favorito il grande successo 

PRATO

Migliaia di persone si sono assiepate lungo le piazze e le strade del centro storico per assistere alla 51ma edizione del corteggio storico. Una folla superiore rispetto alle passate edizioni. Sicuramente ha giocato a favore il fatto che l’evento si sia svolto di sabato sera e altresì il clima che era dei migliori. E per chi era presente il corteggio non ha di certo deluso le aspettative. Applausi al passaggio dei gruppi, alle piroette in aria delle bandiere e al suono dei tamburi. Che quest’anno erano davvero tanti. E’ felice il sindaco di Prato, Matteo Biffoni. “Orgoglioso” si definisce. «Sì – ammette - sono orgoglioso di rappresentare questa città nel suo giorno di festa. E la partecipazione di questa sera (ieri per chi legge, ndr) è stata ben oltre le aspettative. E’ sempre una soddisfazione prendere parte al corteggio storico, che è la festa di Prato, il clima è stato meraviglioso e i gruppi come sempre sono stati apprezzati per la bellezza dei loro costumi e per la magia che ci hanno regalato». In effetti, in città si respirava aria di festa. Già ben prima che prendesse avvio la sfilata le strade erano affollate di quanti cercavano i ‘posti migliori’ per vedere meglio e da vicino i circa 400 figuranti della 51ma edizione del corteggio storico. Sono le 19,45 e la “Risorta”, la campana di Palazzo Pretorio, inizia a suonare. Quei rintocchi danno il via al corteggio che vede in testa gli amministratori della città a cominciare dal primo cittadino, la giunta comunale e poi i deputati eletti all’ultima tornata elettorale nel collegio di Prato e ci sono anche rappresentati della Regione. Poi tocca ai comuni partecipanti, quindi ai gruppi. Ecco i primi colori, quelli degli sbandieratori e musici della Signoria di Firenze ai quali seguono via via gli altri. Ci sono quelli del territorio pratese come la società della Miseria di Vernio, il gruppo storico di Carmignano e quello di Poggio a Caiano, la Compagnia dell’Aringa e il gruppo storico di Montemurlo tutti con abiti curatissimi nei minimi particolari che il pubblico ha fotografato per la loro bellezza. Anche quest’anno tanti gli sbandieratori e anche un elevato numero di tamburi come quelli di Città di Giove (Terni), quelli di San Martino (Gualdo Tadino) e quelli della Città di Viterbo e i bravissimi sbandieratori e musici della giostra del Saracino di Arezzo. E in questo corteggio molti figuranti erano giovani, anche fra gli sbandieratori e musici, segno questo che le tradizioni sono amate e che hanno un futuro grazie alle nuove leve. Ecco, poi, che fanno ingresso i tanto attesi Mamuthones di Mamoiada insieme agli Issohadores, direttamente dalla Sardegna. I primi indossavano un abito di pelle di pecora nera e sulla schiena una serie di campanacci che suonavano muovendosi. Sono maschere tipiche del carnevale e con loro hanno sfilato gli Issohadores che hanno usato la ‘Soha’ (ovvero una fune) con la quale hanno ‘catturato’ qualcuno fra i presenti, il gesto rappresenta un segno di buon augurio. Il corteo è stato chiuso dai trampolieri di Oplas teatro che hanno incantato i bambini

presenti e non solo. Il corteggio è, quindi, terminato in piazza Duomo. Qui, dal Pulpito di Donatello, la solenne ostensione con la Sacra cintola impartita dal vescovo Franco Agostinelli e gran finale con lo spettacolo pirotecnico-musicale dal chiostro della Cattedrale. —

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