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Maestra Nadia torna supplente. Otto docenti di ruolo licenziati il 31 agosto

Depennati dalle graduatorie provinciali ad esaurimento 62 diplomati magistrali. Esplode la rabbia degli esclusi: "Perché a Genova i colleghi sono stati reinseriti?"

PRATO. Un anno fa, proprio di questi tempi, le sembrava di toccare il cielo con un dito. Dopo ben undici anni di precariato, finalmente Nadia Solitario diventava maestra di ruolo e sceglieva la cattedra alla primaria Don Milani. Venerdì 31 agosto invece le è piovuta addosso una doccia fredda: maestra Nadia, mamma di due figli, è stata licenziata dal Ministero e come lei altre sette colleghe, tutte diplomate magistrali con il ruolo ottenuto nell’anno scolastico 2017/2018. Un miraggio, quello del contratto a tempo indeterminato, durato appena un anno.

È bastato un colpo di spugna per cancellare dalle famigerate Gae della provincia di Prato (le graduatorie a esaurimento divenute nel corso degli anni un bacino per le immissioni in ruolo) 62 docenti della primaria e dell’infanzia inseriti con clausola di rescissione da parte del consiglio di Stato. E siccome quest’ultimo s’è pronunciato il 20 dicembre scorso a danno dei diplomati magistrali stabilendo che il loro titolo (conseguito entro il 2001/2002) non è più abilitante e visto che una sentenza del Tar del Lazio (novembre 2017) giudicava illegittima la permanenza di questi 62 insegnanti pratesi nelle Gae, per Nadia e colleghe siamo punto e a capo. "Declassati dalle Gae alle seconde fasce delle graduatorie d’istituto. Proprio oggi (ieri, ndr) – racconta Nadia – avrei dovuto prendere servizio alle Don Milani. Ora mi tocca aspettare le nomine annuali del 20 settembre per sapere dove andrò a insegnare". E sarà una supplenza. Dei 62 insegnanti depennati dalle Gae, otto avevano già ottenuto il ruolo (tra cui Nadia) l’anno scorso: gli altri 54 precari invece hanno perso il punteggio faticosamente ottenuto a suon di carte bollante in tribunale.

Le maestre ci riprovano, dopo aver fatto ricorso con il sindacato Gilda: 32 di loro hanno fatto appello al consiglio di Stato e sono in attesa di nuovo giudizio in modo da ostacolare il depennamento con le diffide dei propri avvocati. "Ma l’ufficio scolastico provinciale – lamentano gli insegnanti licenziati – non ha dato seguito a nessuna modifica o rettifica. A Genova, in una situazione analoga, i ricorrenti depennati la mattina sono stati reinseriti in Gae con diffida del loro avvocato". Ciò che viene denunciata dunque sarebbe una disparità di trattamento da parte degli ex provveditorati provinciali. Non finisce qui. Quei diplomati magistrali in Gae freschi freschi di ruolo a fine agosto per l’anno scolastico 2018/2019 hanno almeno la cattedra assicurata fino al 30 giugno, in attesa di una meglio non precisata sanatoria del governo gialloverde (si pensa a un concorso).

"In base al decreto dignità la continuità didattica per noi non esiste in quanto non torneremo a insegnare ai nostri alunni: non si è tenuto presente di quelle sentenze emesse prima del decreto governativo come se la continuità didattica fosse valida dal settembre 2018 fino al giugno 2019". Poco importa, insomma, che tanti alunni di materne ed elementari non rivedranno più la loro maestra. E dire che Nadia, residente in Vallata, aveva lasciato la supplenza annuale al Pertini di Vernio per iniziare una nuova avventura a Prato, alla

Don Milani. Chissà dove le toccherà la cattedra quest’anno. Nadia non ha solo il diploma magistrale in tasca. Ha anche una laurea in scienze della formazione primaria, conseguita dieci anni fa. Quando ormai però le graduatorie a esaurimento erano già chiuse.


 

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