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Prato contro la fondazione intitolata all'assassino di Elisa

Prato contro la fondazione intitolata all'assassino di Elisa

Il consiglio comunale ha approvato all'unanimità l'ordine del giorno presentato da Sapia (Pd). Il sindaco Biffoni: "Inconcepibile dare a un'associazione che si batte contro la violenza sulle donne il nome del carnefice che ha ucciso una ragazza"

PRATO. Il consiglio comunale di Prato ha approvato all’unanimità un ordine del giorno che, presentato dal consigliere comunale Marco Sapia e poi sottoscritto da tutti i gruppi consiliari, esprime la contrarietà all’intitolazione di una Fondazione contro la violenza sulle donne e in aiuto ai bambini in difficoltà con il nome di Federico Zini, il giovane di San Miniato che il 26 maggio scorso si suicidò dopo aver ucciso l’ex fidanzata, la pratese Elisa Amato.

I consiglieri, che nel corso del dibattito hanno sottolineato l’assoluta inopportunità e inconcepibilità che la Fondazione sia intitolata, come si legge nell’ordine del giorno, “con il nome di una persona che si è macchiata di un vergognoso delitto, tacendo sulla vittima e su quanto ella ha subito”, hanno motivato questa presa di posizione con la necessità di non ferire ulteriormente i sentimenti dei familiari della vittima, che erano presenti nel salone consiliare, e dell’intera città.

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L’ordine del giorno, inoltre, impegna il sindaco e la giunta comunale “a continuare con le misure di contrasto alla violenza di genere su tutto il territorio comunale, nonché a valutare quali ulteriori azioni possano essere intraprese, in base alle proprie competenze in materia, al fine di disincentivare ogni iniziativa volta ad alimentare un messaggio ambiguo rispetto alle politiche di contrasto alla violenza di genere, che punti a giustificare o riabilitare chi commette femminicidio”.

Il sindaco Matteo Biffoni, che è intervenuto in chiusura del dibattito, nel ribadire che “è inconcepibile pensare di intitolare una fondazione contro la violenza sulle donne con il nome del carnefice che ha ucciso una ragazza”, ha sottolineato la necessità che le proposte normative sul tappeto per contrastare il fenomeno del femminicidio “siano ridefinite e ridisegnate in modo efficace” e ha invitato tutti a fare la propria parte.

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