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Sorpresa: il ricorso del Prato al Tar del Lazio non c'è mai stato

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Sorpresa: il ricorso del Prato al Tar del Lazio non c'è mai stato

Lo ha chiarito l'avvocato Chiacchio, che ha assistito la società davanti al Collegio di garanzia del Coni in occasione del mancato ripescaggio in serie C: "Per fare un ricorso serve un motivo valido"

PRATO. Tutti erano convinti, e il Prato calcio non aveva mai smentito, che il presidente Paolo Toccafondi avesse presentato un ricorso al Tar del Lazio contro la decisione del Collegio di garanzia del Coni che ha negato il ripescaggio in serie C della squadra. Anzi, girava voce che un primo pronunciamento sarebbe arrivato giovedì 23, ma ora si apprende che nessun ricorso è stato presentato. A chiarirlo è l’avvocato Eduardo Chiacchio, che ha assistito il Prato davanti al Collegio di garanzia.

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Contattato telefonicamente, Chiacchio cade dalle nuvole. «Ma quale ricorso, figuriamoci... Per fare un ricorso serve un motivo valido e da quanto è emerso al Collegio di garanzia questo motivo al momento non c’è. Sarebbe tempo perso». È il parere di uno specialista, visto che l’avvocato Chiacchio è considerato uno dei massimi esperti di diritto sportivo e ha difeso anche il Parma nelle passate vicissitudini della società emiliana. E dunque? «Bisognerà aspettare l’esito del ricorso al Tar della Toscana (atteso per il 12 settembre, ndr) - spiega Chiacchio - Se in quella sede prevarranno le ragioni del Prato allora potremo tornare alla carica col Tar del Lazio». Il tempo comunque stringe: il campionato di serie C dovrebbe iniziare il 15 settembre.

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