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Biffoni porta in procura il dossier-denuncia sulla vendita del Prato

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Biffoni porta in procura il dossier-denuncia sulla vendita del Prato

Tutti i documenti degli ultimi mesi su trattativa fallita e stadio negato. Il sindaco: "Spero servano a far luce sull’intera vicenda"  

PRATO. «Ho consegnato in procura tutti i documenti sulla mancata vendita del Prato e sullo stadio. Spero sia un contributo utile a chiarire i contorni di tutta la vicenda». Sono le parole del sindaco Matteo Biffoni appena uscito, questa mattina martedì 14, con faldone di svariate pagine dalla stanza del procuratore Giuseppe Nicolosi. È un esposto-denuncia sulla vicenda che, già ai primi di agosto, il sindaco aveva definito «per niente chiara».

Biffoni è andato di persona, completamente solo, a portare quei documenti prodotti negli ultimi due mesi che riassumono la parabola della trattativa della cessione del Prato, ritrattata quando i giochi sembravano fatti tanto da indurre, ai primi di luglio, lo stesso sindaco a voler dare il via libera alla trattativa privata con la cordata di imprenditori italo-canadesi e promettere al patron del Prato che lo stadio sarebbe rimasto in gestione alla società in modo che i nuovi acquirenti avrebbero potuto contare su una garanzia anche per l’eventuale ripescaggio in serie C.

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Tutto ciò è poi naufragato: la trattativa è sfumata e la cordata è sparita nel nulla. A quel punto Biffoni si è infuriato annunciando che il Comune si sarebbe ripreso la gestione dello stadio Lungobisenzio togliendola, di fatto, all’uso del Prato Calcio in vista del prossimo campionato. «Non mi risulta ci sia una norma che vincoli l’utilizzo degli impianti sportivi solo a certe società» ha avuto modo di dire il sindaco nel suo sfogo di inizio mese. Così facendo, però, ha tagliato le gambe alla possibilità di ripescaggio, visto che una squadra di serie C deve giocare in uno stadio a norma che abbia sede nel territorio comunale di pertinenza.

Comune e Prato Calcio ai ferri corti ma nel frattempo ci ha messo una pezza la Procura, che ha aperto un fascicolo per capire se nell’intreccio sia stato commesso qualche reato. Tanto che l’indagine ha portato, come primo atto, la squadra mobile ad acquisire documenti in Comune: il carteggio tra il Prato e l'amministrazione e gli atti amministrativi firmati dal 10 maggio in poi, data nella quale il presidente del Prato, Paolo Toccafondi, comunicò al sindaco Matteo Biffoni l'intenzione di recedere dalla convenzione per la gestione del Lungobisenzio. 
 

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