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Bus più caro, l'assessore regionale ai sindaci: "Abbiamo deciso insieme"

Ceccarelli ha convocato una riunione coi primi cittadini e sostiene che il piano tariffario è stato approvato con l'accordo degli amministratori della provincia di Prato che ora protestano

PRATO. I sindaci protestano per l'aumento del prezzo dei biglietti del bus e l'assessore regionale ai Trasporti, Vincenzo Ceccarelli, replica sostenendo che le tariffe sono state concordate con gli stessi amministratori che ora se ne lamentano.

"Se i sindaci hanno delle proposte, purché sostenibili, per intervenire su eventuali criticità in fase di applicazione del nuovo sistema tariffario - scrive Ceccarelli - siamo ben lieti di ascoltarle. Per quanto possibile stiamo infatti già lavorando in questa direzione e, poiché non ho ricevuto alcuna richiesta di incontro, ho provveduto a convocare i sindaci ad una specifica riunione, perché ritengo che il confronto debba avvenire anche nelle sedi opportune e non solo a mezzo stampa. Del resto voglio ricordare che la Regione sta applicando un sistema definito nel 2012 e ribadito nel 2017, che ha visto un progetto di rete dei servizi elaborato dai Comuni e dalla Provincia di Prato ed un sistema tariffario convenuto con la Regione".

Così Ceccarelli risponde alle critiche arrivate in particolare dal sindaco di Montemurlo, Mauro Lorenzini, e dal sindaco di Poggio a Caiano, Francesco Puggelli.

Il contratto ponte 2018-2019 per i servizi di trasporto pubblico locale in Toscana, spiega una nota della Regione, anticipa, nelle more del contenzioso sulla gara regionale, alcuni effetti positivi della gara stessa. In particolare gli investimenti in nuovi autobus urbani ed extraurbani, sistemi di controllo satellitare, video sorveglianza a bordo, accessibilità per persone a ridotta mobilità, paline intelligenti e comunità tariffaria regionale. Quest'ultima significa tariffe omogenee in tutta la Toscana, riducendo a poche e chiare tipologie le decine di varie tariffe presenti prima nei vari territori ed adeguamenti dei costi, peraltro introducendo per la prima volta la possibilità della riduzione Isee (inferiore a 36.000 euro) per tutti gli abbonamenti

autobus urbani ed extraurbani a cui si somma, dall'anno di imposta 2018, la detrazione fiscale del 19%, fino ad un massimo di 250 euro.

Resta il fatto che il prezzo di biglietti e abbonamenti è aumentato, e a protestare non sono solo i sindaci, ma anche molti viaggiatori.

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